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Martedì 11 Giugno 2019 - 120ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 17:30)

Il Ministro dell'economia e finanze Tria ha reso un'informativa in merito all'avvio di una procedura per disavanzi eccessivi nei confronti dell'Italia nonché sugli esiti dell'ECOFIN del 17 maggio 2019 e sui temi dell'ECOFIN del 14 giugno.

Il 29 maggio scorso la Commissione europea ha inviato l'Italia a indicare i fattori rilevanti della dinamica del debito; l'Italia ha risposto ma la Commissione, nel pacchetto pubblicato il 5 giugno, ritiene che l'avvio di una procedura per disavanzo eccessivo sia motivata. Oggi la questione sarà esaminata dal CEF e poi rimessa alla decisione del Consiglio europeo; il Governo italiano si augura che prosegua la trattativa. L'iniziativa della Commissione sul debito fa parte delle normali procedure di sorveglianza e non è in contraddizione con l'accordo raggiunto nel dicembre 2018. La Commissione rileva che nel 2018 il debito si è attestato al 132,2 per cento, nel 2017 era al 131,4 per cento, e l'Italia non ha conseguito la riduzione del saldo strutturale dello 0,3 per cento. Il Governo italiano, in risposta, ha evidenziato che nel 2018, nonostante la minore crescita per fattori esterni, il disavanzo è sceso al 2,1 rispetto al 2,4 dell'anno precedente, mentre il saldo primario è salito all'1,6 rispetto all'1,4. Il mancato miglioramento del saldo strutturale è dovuto a fattori imprevisti. Le differenze tra le previsioni del DEF e quelle delle Commissione per il 2019 riguardano le condizioni cicliche, mentre per il 2020 il fattore di divergenza principale riguarda le clausole di salvaguardia, per le quali il Governo ipotizza una riforma fiscale. Il Ministro Tria ha ricordato gli elementi di forza dell'economia italiana: l'equilibrio dei conti con l'estero, la struttura produttiva diversificata, l'alto livello di risparmio privato, i miglioramenti del settore bancario. Nella pubblicazione del 5 giugno la Commissione afferma che il saldo strutturale rischia di deviare dal sentiero di convergenza anche nel 2019, ma le stime del Governo confermano invece il rispetto dei dettami del braccio preventivo del Patto di stabilità: l'indebitamento netto sarà inferiore a quello previsto dalla Commissione, le maggiori entrate tributarie e non tributarie faranno scendere il deficit al 2,2 per cento e consentiranno un miglioramento del saldo strutturale di 0,2 punti percentuali; un ulteriore miglioramento di 0,1 punti deriverà da una minore spesa per welfare. Il Governo in ogni caso monitora i conti e pubblicherà nuove stime a fine luglio. Avendo già fornito assicurazioni sui programmi di politica economica, è disponibile a un dialogo serrato e costruttivo in Europa per raggiungere un punto d'incontro.

Dopo la relazione del Ministro, hanno preso la parola i sen. Errani (Misto-LeU), Urso (FdI), Saccone, Malan (FI), Misiani (PD), Bagnai (L-SP) e Paragone (M5S). Le opposizioni hanno posto l'accento sulla necessità di stimolare la crescita; secondo il PD il braccio di ferro con l'Europa e la proposta dei minibot mettono a rischio la permanenza in Europa o preludono a una nuova austerità. La maggioranza ha ricordato che, mentre il dibattito sulla procedura per disavanzo eccessivo si incentra su decimali di punti percentuali, sul tavolo europeo sono in discussione temi molto più importanti come la riforma del meccanismo di stabilità e l'assicurazione europea sui depositi, temi sui quali il Parlamento dovrebbe pronunciarsi. Hanno ricordato inoltre che il contratto di Governo prevede lo scorporo delle spese d'investimento dal computo del deficit.

In apertura di seduta il Presidente del Senato Alberti Casellati ha commemorato Enrico Berlinguer nel trentacinquesimo anniversario della sua scomparsa, ricordando in particolare la questione morale. Dopo che l'Assemblea ha osservato un minuto di raccoglimento, hanno reso omaggio alla figura politica e umana del segretario del PCI i sen. Zanda (PD), Grasso (Misto-LeU), Di Nicola (M5S), Balboni (FdI), Caliendo (FI), Bagnai (L-SP).

(La seduta è terminata alle ore 19:16 )

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