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Assemblea - XVIII Legislatura

ORDINE DEL GIORNO

Mercoledì 14 aprile 2021

alle ore 9,30

315a Seduta Pubblica

I. Discussione della mozione n. 325, Urso ed altri, sulla realizzazione di un piano strategico per la siderurgia (testo allegato)

II. Discussione di mozioni sulla concessione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki e sulle iniziative per la sua liberazione (testi allegati)

III. Discussione della mozione n. 281, De Petris ed altri, sulla celebrazione del 150° anniversario della proclamazione di Roma capitale (testo allegato)

IV. Discussione della mozione n. 238, Nugnes ed altri, sulla rimozione dell'embargo nei confronti di Cuba (testo allegato)




MOZIONE SULLA REALIZZAZIONE DI UN PIANO STRATEGICO PER LA SIDERURGIA

(1-00325) (2 marzo 2021)

URSO, CIRIANI, BARBARO, CALANDRINI, DE BERTOLDI, DE CARLO, FAZZOLARI, LA PIETRA, MAFFONI, NASTRI, PETRENGA, RAUTI, RUSPANDINI, GARNERO SANTANCHE', TOTARO, ZAFFINI - Il Senato,

premesso che:

il settore siderurgico costituisce un elemento imprescindibile delle attività produttive del nostro Paese ed è per questo considerato un asset strategico su cui si è costruita la competitività del sistema industriale italiano in settori di straordinaria importanza per la produzione e l'occupazione del Paese, cuore pulsante dell'intera manifattura, dalla meccanica all'auto, dagli elettrodomestici all'edilizia, dalla difesa alle ferrovie, con un fatturato totale delle imprese della sola parte alta della filiera siderurgica (utilizzatori esclusi) che si aggira tra i 60 e i 70 miliardi di euro (prima della pandemia);

l'acciaio in Italia ha una lunga tradizione industriale, caratterizzata dall'eccellenza e dalla flessibilità tipica del made in Italy che ha consentito alle imprese nazionali di mostrare grande resilienza di fronte alle sfide poste dai colossi internazionali, con capacità produttive enormemente più elevate, e ai cambiamenti del mercato legati alle diverse modalità di utilizzo dell'acciaio nei Paesi ad economie avanzate rispetto alle economie emergenti;

per queste ragioni la siderurgia italiana mantiene un ruolo di primo piano non solo nel contesto economico nazionale ma anche in quello europeo e globale, essendo la seconda potenza produttiva a livello continentale dopo la Germania e la decima a livello mondiale;

l'Italia ha quattro siti siderurgici di rilevanza nazionale a Taranto, Piombino, Trieste e Terni, tutti coinvolti in opere di ristrutturazioni tecnologiche e industriali anche al fine della necessaria salvaguardia ambientale;

a parte lo stabilimento di Trieste, di proprietà del gruppo Arvedi S.p.A., che, all'inizio del 2020, ha chiuso l'attività dell'area a caldo, auspicata dalla Regione Friuli-Venezia Giulia sulla base di un accordo di programma che prevede garanzie occupazionali e notevoli investimenti di sviluppo, gli altri siti sono tutti coinvolti in opere di ristrutturazioni tecnologiche e industriali anche al fine della necessaria salvaguardia ambientale, con partner stranieri che sembrano invece riluttanti a perseguire obiettivi strategici per il Paese;

per l'ex Ilva di Taranto, l'acciaieria più grande d'Europa, è stato firmato, il 10 dicembre 2020, dall'amministratore delegato di Invitalia e da Arcelor Mittal Holding S.r.l. e Arcelor Mittal SA un accordo di investimento che comprende tanto gli aspetti industriali quanto, e soprattutto, quelli ambientali e di sicurezza per una nuova fase di sviluppo ecosostenibile dell'acciaieria tarantina;

in particolare, l'accordo prevede un aumento di capitale di AmInvest Co Italy S.p.A. (la società in cui Arcelor Mittal ha già investito 1,8 miliardi di euro e che è affittuaria dei rami di azienda di Ilva in amministrazione straordinaria) per 400 milioni di euro, che darà a Invitalia il 50 per cento dei diritti di voto della società, mentre a maggio 2022 è programmato un secondo aumento di capitale, che sarà sottoscritto fino a 680 milioni di euro da parte di Invitalia e fino a 70 milioni da parte di Arcelor Mittal, che porterà la prima ad essere l'azionista di maggioranza con il 60 per cento del capitale della società;

l'accordo contiene un articolato piano di investimenti ambientali e industriali che prevede tra l'altro l'avvio del processo di decarbonizzazione dello stabilimento, con l'attivazione di un forno elettrico capace di produrre fino a 2,5 milioni di tonnellate l'anno nonché il completo assorbimento dei 10.700 lavoratori;

si tratta di un piano ambizioso per la cui realizzazione occorreranno oltre ai ciclopici investimenti a carico dello Stato italiano anche decenni di lavori fino a raggiungere l'obiettivo prefissato;

il 14 febbraio 2021 il TAR di Lecce ha confermato l'ordinanza del Comune di Taranto che impone ad Arcelor Mittal di chiudere entro 60 giorni la parte a caldo dello stabilimento visti i ritardi delle operazioni di ambientalizzazione e ritenendo che le emissioni inquinanti del siderurgico rappresentano un pericolo "permanente ed immanente"; la chiusura, tecnicamente di difficile realizzazione entro i termini temporali imposti, avrebbe effetti disastrosi non solo per la società ma per tutta la "filiera" italiana dell'acciaio in termini di prezzi di vendita, costi della logistica, aumento delle giacenze ed infine maggiori necessità finanziarie; per non parlare dei riflessi sull'occupazione tanto nello stabilimento quanto nell'indotto;

per gli ex stabilimenti Lucchini, il gruppo indiano JSW, titolare dell'acciaieria di Piombino, ha atteso l'ultimo giorno utile, sabato 30 gennaio 2021, per presentare la nuova bozza del piano industriale, attraverso il quale "la società intende efficientare gli impianti di laminazione e realizzare il forno elettrico in modo da completare la gamma prodotti e far tornare l'azienda ad una redditività soddisfacente" e il Ministero dello sviluppo economico ha ritenuto di rinviare la convocazione del tavolo ministeriale per esaminarlo;

il piano prevedrebbe la costruzione del forno elettrico nello stabilimento ex Lucchini così da garantire la fornitura di semiprodotti per la laminazione delle rotaie, nel lungo periodo rendendo possibile l'accordo con le Ferrovie dello Stato per una fornitura decennale di rotaie, una commessa dal valore di 900 milioni di euro, ma la latitanza del Ministero non ha premesso di valutare la fondatezza del piano, gli impegni e gli investimenti previsti, la loro congruità e tempistica, allontanando ogni ipotesi di sviluppo industriale;

con riferimento, infine, al sito ternano, l'azionista tedesco ThyssenKrupp ha pubblicamente annunciato la decisione di cedere la fabbrica Acciai speciali Terni (AST) ad una nuova proprietà o un azionista di maggioranza, senza fornire garanzie per gli investimenti in corso né rassicurazioni sul fronte dell'occupazione;

considerato che:

le gravi crisi esplose negli ultimi anni all'Ilva di Taranto, alla Lucchini di Piombino e all'AST di Terni mettono in discussione la vitalità dell'intero settore della siderurgia italiana, esponendo l'intera economia italiana a un rischio di sistema di enorme portata che non sembrano essere preso nella giusta considerazione dal Governo;

gli operatori esteri detentori dei siti siderurgici sembrano più attenti ad operare per disimpegnarsi dagli investimenti intrapresi: nel caso di Terni ThyssenKrupp ha espresso l'intenzione di voler uscire dal settore; nel caso di Taranto Arcelor Mittal ha dichiarato l'impossibilità di eseguire non solo il piano ambientale ma anche l'attività industriale dopo i provvedimenti che hanno tolto lo scudo penale, invocando persino l'esercizio del diritto di recesso; nel caso di Piombino la JSW ha atteso fino all'ultimo momento possibile la presentazione del proprio piano alimentando la tesi di coloro che sin dall'inizio hanno sostenuto che gli investimenti delle multinazionali indiane avessero l'obiettivo di eliminare un concorrente più che quello di aumentare la loro presenza in Europa;

i "casi" Ilva, Lucchini e AST continuano ad essere trattati su tavoli separati, secondo una logica emergenziale che privilegia soluzioni di breve periodo e non tiene conto delle implicazioni sistemiche delle singole vertenze;

sarebbe, invece, necessario aprire un tavolo unitario per lo sviluppo di un piano strategico che comprenda tutte le aziende del settore siderurgico con l'obiettivo di supportare l'innovazione tecnologica, per trattare unitariamente il costo dell'energia, programmare i contributi per gli investimenti ambientali, le provvidenze per il personale e per la loro riconversione professionale;

sarebbe, dunque, opportuno affrontare la frammentazione come elemento di debolezza del settore, attraverso la riorganizzazione almeno dei più importanti centri produttivi del Paese e il rilancio degli stessi in collaborazione con la filiera industriale e commerciale del settore;

considerato inoltre che:

la produzione siderurgica può essere sviluppata partendo da minerale con "ciclo integrale" (che necessita comunque di altoforno, agglomerato, cokeria, convertitori) oppure da "forno elettrico"; a livello mondiale il 70,8 per cento dell'acciaio è prodotto da altoforno e il 29,2 per cento da forno elettrico;

il "ciclo integrale" è utilizzato prevalentemente per i "prodotti piani" mentre l'elettrosiderurgia meglio si attaglia ai "prodotti lunghi"; le proporzioni sono diverse in Italia e Stati Uniti, infatti in Italia il 70 per cento dell'acciaio è prodotto da forno elettrico e il 30 per cento da altoforno, storicamente in mano pubblica; il "ciclo integrale" richiede infatti investimenti assai più elevati, finanziabili dallo Stato o da grandissime aziende mondiali, ma fornisce prodotti di alta qualità e purezza oltre a impiegare il doppio di personale del forno elettrico a parità di volume produttivo;

negli Stati Uniti l'espansione del forno elettrico è da ricercare nella presenza di un operatore (Nucor) proprietario di una specifica tecnologia che ha avuto successo in quanto assai competitiva, anche per la disponibilità a basso costo dello "shale gas" utilizzato nel ciclo elettrico anche per la produzione di DRI (arricchimento del minerale utilizzabile nel forno elettrico) in sostituzione del rottame; lo schema "Nucor" potrebbe essere lo stesso della decarbonizzazione di Taranto;

rilevato che:

nel "recovery fund" sono previste risorse significative per la transizione ad una produzione sostenibile ed ecocompatibile, dal fondo europeo per la transizione per la decarbonizzazione potrebbero arrivare le risorse (pari a circa 2 miliardi di euro) necessarie per riconvertire lo stabilimento siderurgico di Taranto e spingerlo verso il graduale addio al carbone, così come la riconversione di Piombino e l'ammodernamento di Terni;

con alcune operazioni aziendali ben definite per i siti di Taranto, Piombino e Terni potrebbe ricomporsi una "squadra" di fabbriche siderurgiche di primo piano e, accanto ad aziende con proprietà prevalentemente straniera (Jindal e Arcelor Mittal), si affiancherebbero vere e proprie eccellenze nazionali, caratterizzate dalla flessibilità basata sulla tecnologia del forno elettrico, che consente di adeguare la produzione alla domanda e all'aumentata qualità delle produzioni;

il decreto cosiddetto liquidità (decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23) ha esteso anche al settore siderurgico il golden power, il potere concesso al Governo di bloccare eventuali scalate in settori strategici per l'economia, con l'obiettivo di garantire i livelli occupazionali e la produttività; tale potere è però cessato il 31 dicembre 2020 non essendo stato prorogato dal precedente Governo,

impegna il Governo:

1) a realizzare un piano strategico per la siderurgia, che definisca nel dettaglio il fabbisogno di acciaio nel nostro Paese, le condizioni di mercato su in cui i produttori devono muoversi, prevedendo la ristrutturazione del comparto, in un'ottica di maggiore competitività, ma anche per una specializzazione sugli acciai di qualità a beneficio di filiere ad alto valore aggiunto, come l'industria elettrotecnica e la meccanica di precisione, di cui l'Italia è leader;

2) con riferimento al sito di Taranto, ad accelerare l'attuazione del piano ambientale e del piano industriale assicurandosi che Arcelor Mittal rispetti gli impegni assunti affinché lo stabilimento ex Ilva possa davvero diventare il più grande polo siderurgico green d'Europa;

3) a ricostituire lo scudo penale per il periodo di attuazione del piano alla luce degli sviluppi giudiziari in corso a Taranto, per evitare che le gravissime responsabilità del passato, che vanno sicuramente accertate e perseguite con la massima severità sul piano sia penale che civile, ricadano anche su chi invece si impegna per la salvaguardia della salute e dell'ambiente, operando la necessaria riconversione industriale e il risanamento dei luoghi;

4) a confermare il programma di investimenti previsto per la AST di Terni nel corrente anno 2021 e le prospettive di reddittività conseguenti e valutare l'impegno di Cassa depositi e prestiti o Invitalia ove fosse richiesto da operatori industriali nazionali per facilitare l'acquisizione dello stabilimento nel processo di vendita;

5) a convocare tempestivamente un tavolo per valutare la fondatezza del piano industriale presentato per l'acciaieria di Piombino, che, come emerge dalle poche notizie trapelate, appare del tutto generico e privo di garanzie per gli impegni e gli investimenti previsti, per le modalità e la tempistica, non idoneo a rassicurare sull'effettiva volontà di impegno del gruppo indiano JSW e sul mantenimento dei livelli occupazionali;

6) a prorogare l'estensione anche al settore siderurgico del golden power, con l'obiettivo di garantire i livelli occupazionali e la produttività, già previsto dal decreto liquidità (decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23) ma cessato il 31 dicembre 2020 non essendo stato prorogato dal precedente Governo;

7) a utilizzare anche le risorse del recovery fund e il ruolo propulsivo di Cassa depositi e prestiti ed Invitalia, al fine di riaffermare il ruolo strategico della siderurgia italiana in Europa, a tutela anche delle aziende private nazionali che sono all'avanguardia nel settore sia sul piano industriale sia su quello tecnologico e manageriale e che possano essere i partner industriali necessari per ogni operazione di risanamento e di rilancio.


MOZIONI SULLA CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA A PATRICK ZAKI E SULLE INIZIATIVE PER LA SUA LIBERAZIONE

(1-00329) (24 marzo 2021)

VERDUCCI, SEGRE, ALFIERI, CIRINNA', FEDELI, PARRINI, VALENTE, ROSSOMANDO, PITTELLA, GIACOBBE, BITI, BOLDRINI, D'ALFONSO, D'ARIENZO, FERRAZZI, IORI, MANCA, MARGIOTTA, PINOTTI, STEFANO, TARICCO, ROJC, DE PETRIS, UNTERBERGER, LANIECE, MONTEVECCHI, NUGNES, SBROLLINI, SAPONARA, RICHETTI, RUSSO, MARILOTTI, RUOTOLO, DE LUCIA, NANNICINI, ASTORRE, FARAONE, GARAVINI - Il Senato,

premesso che:

il 7 febbraio 2020, l'attivista e ricercatore egiziano Patrick George Zaki è stato prelevato dagli agenti dell'Agenzia di sicurezza nazionale egiziana all'aeroporto del Cairo e arrestato;

i pubblici ministeri della corte di Mansoura, sua città natale, hanno ordinato la detenzione preventiva, contestandogli i reati di "istigazione a proteste e propaganda di terrorismo sul proprio profilo Facebook", ovvero l'aver pubblicato notizie false con l'intento di disturbare la pace sociale, di aver incitato proteste contro l'autorità pubblica, di aver sostenuto il rovesciamento dello stato egiziano usando i social network e di aver istigato alla violenza e al terrorismo;

al momento dell'arresto Zaki stava frequentando un master internazionale in Studi di genere all'università di Bologna ed era attivista presso l'organizzazione non governativa "Egyptian initiative for personal rights", una delle ultime organizzazioni indipendenti per i diritti umani attiva in Egitto;

secondo quanto riferito dai suoi avvocati, Patrick George Zaki è stato sottoposto a un interrogatorio di 17 ore da parte dell'Agenzia per la sicurezza nazionale egiziana prima di essere trasferito a Mansoura, dove è stato picchiato e torturato con scariche elettriche prima di poter vedere i suoi legali;

dopo più di un anno Patrick Zaki non è stato sottoposto ad alcun processo e lo scorso 1° marzo la sua detenzione cautelare è stata prolungata di ulteriori 45 giorni sebbene la sua situazione sanitaria sia particolarmente critica;

infatti, in una lettera inviata alla famiglia il 12 dicembre 2020 Zaki ha fatto sapere di essere molto provato dalla detenzione. "Ho ancora problemi alla schiena, ho bisogno di forti antidolorifici e di qualcosa per dormire meglio. Il mio stato mentale non è un granché dall'ultima udienza. Voglio mandare il mio amore ai miei compagni di classe e agli amici a Bologna. Mi mancano molto la mia casa lì, le strade e l'università";

considerato che:

"Amnesty international" denuncia da anni come le autorità egiziane facciano sistematicamente ricorso a misure repressive contro manifestanti e presunti dissidenti, tra cui sparizioni forzate, arresti di massa, tortura e altri maltrattamenti, uso eccessivo della forza e pesanti provvedimenti restrittivi della libertà personale;

secondo il loro rapporto "Permanent state of exception", il ruolo della Procura suprema per la sicurezza dello Stato (SSSP), un ramo speciale del pubblico ministero responsabile di perseguire i crimini che riguardano la "sicurezza dello Stato", ha subito una significativa espansione nel sistema giudiziario egiziano, giustificata dalle autorità come risposta ad attacchi violenti da parte di gruppi armati nel Paese. Tuttavia, secondo quanto invece riportato dal predetto rapporto, la SSSP svolgerebbe un ruolo centrale nella repressione guidata dalle autorità egiziane;

come denunciato da diverse organizzazioni internazionali il sistema messo in atto consiste spesso nell'utilizzare il pretesto dell'antiterrorismo per imprigionare e mettere a tacere i critici e gli oppositori o presunti tali, detenuti per mesi e talvolta anni;

secondo quanto riportato da "Human rights watch", dal colpo di Stato militare del 2013 ad oggi le autorità egiziane hanno inserito circa 3.000 persone negli elenchi terroristici, condannato a morte 3.000 persone e incarcerate 60.000. Solo nel 2020, diverse organizzazioni della società civile hanno stimato che l'Egitto abbia eseguito almeno 110 condanne a morte. Una media dunque di una ogni 3 giorni circa;

considerato, inoltre che:

il 18 dicembre 2020 il Parlamento europeo ha approvato una proposta di risoluzione comune sulle violazioni dei diritti umani in Egitto, invitando gli Stati membri prendere in considerazione misure restrittive mirate nei confronti di funzionari egiziani di alto livello responsabili delle violazioni più gravi nel Paese. I deputati dell'Europarlamento hanno chiesto la scarcerazione immediata e incondizionata di Patrick Zaki e di diversi altri prigionieri politici, oltre che l'attuazione di una reazione diplomatica ferma, rapida e coordinata da parte dell'Unione;

la proposta di risoluzione "invita l'UE, al fine di negoziare nuove priorità del partenariato, a stabilire chiari parametri di riferimento che subordinino l'ulteriore cooperazione con l'Egitto al conseguimento di progressi nelle riforme delle istituzioni democratiche, dello Stato di diritto e dei diritti umani, e a integrare la questione dei diritti umani in tutti i colloqui con le autorità egiziane";

infine "deplora il tentativo delle autorità egiziane di fuorviare e ostacolare i progressi nelle indagini sul rapimento, sulle torture e sull'omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni nel 2016; esprime il proprio rammarico per il continuo rifiuto delle autorità egiziane di fornire alle autorità italiane tutti i documenti e le informazioni necessari per consentire un'indagine rapida, trasparente e imparziale sull'omicidio di Giulio Regeni, conformemente agli obblighi internazionali dell'Egitto; chiede all'UE e agli Stati membri di esortare le autorità egiziane a collaborare pienamente con le autorità giudiziarie italiane, ponendo fine al loro rifiuto di inviare gli indirizzi di residenza, come richiesto dalla legge italiana, dei quattro indagati segnalati dai pubblici ministeri di Roma, al termine dell'indagine, affinché possano essere formalmente incriminati e nell'ambito di un processo equo in Italia; ammonisce le autorità egiziane da eventuali ritorsioni nei confronti dei testimoni o della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (ECRF) e dei suoi legali";

il 12 marzo 2021 il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni unite ha espresso in una nota "profonda preoccupazione per la traiettoria assunta dai diritti umani in Egitto". I 31 Paesi firmatari, inclusi gli Stati Uniti e l'Italia, hanno chiesto allo Stato egiziano di porre fine alla persecuzione di attivisti, giornalisti e oppositori politici, e il loro immediato rilascio;

rilevato infine che:

in quest'anno si sono succedute diverse manifestazioni volte ad ottenere la liberazione di Patrick Zaki. In particolare, il Comune di Bologna lo ha nominato cittadino onorario e una petizione di più di 160.000 firme raccolte dagli attivisti di diverse realtà ha chiesto il riconoscimento della cittadinanza italiana per Zaki;

inoltre, il 21 dicembre 2020 la Conferenza dei rettori delle università italiane ha inviato un appello, rivolto al presidente Abdel Fattah al-Sisi, nel quale si sottolinea, a fronte del prolungamento della custodia cautelare, che le condizioni di salute del ragazzo sono notevolmente peggiorate e si chiede un atto di clemenza;

il comma 2 dell'articolo 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, dispone che: "Con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato e previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro degli affari esteri, la cittadinanza può essere concessa allo straniero quando questi abbia reso eminenti servizi all'Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato";

la drammatica condizione in cui versa Patrick Zaki e il regime di detenzione cui è sottoposto nel carcere di massima sicurezza di Tora, noto, come denunciato ripetutamente da diverse organizzazioni internazionali, per le condizioni inumane e i continui abusi ai danni dei reclusi, unitamente alle ripetute e precedentemente citate violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime egiziano ai danni dei dissidenti politici configurano come di tutta evidenza il ricorrere di un eccezionale interesse del nostro Paese a riconoscere tempestivamente la cittadinanza italiana al ricercatore egiziano,

impegna il Governo:

1) ad intraprendere con urgenza tutte le dovute iniziative affinché a Zaki sia riconosciuta la cittadinanza italiana ai sensi del comma 2 dell'articolo 9 della citata legge n. 91 del 1992;

2) ad adoperarsi con maggiore vigore in tutte le sedi europee e internazionali, perché l'Egitto provveda senza ulteriori indugi al rilascio di Patrick George Zaki.

(1-00338) (31 marzo 2021)

MONTEVECCHI, LICHERI, AIROLA, AGOSTINELLI, ANASTASI, AUDDINO, BOTTICI, BOTTO, CAMPAGNA, CASTALDI, CASTELLONE, CASTIELLO, CATALFO, CIOFFI, COLTORTI, CORBETTA, CRIMI, CROATTI, D'ANGELO, DE LUCIA, DELL'OLIO, DI GIROLAMO, DI NICOLA, DI PIAZZA, DONNO, ENDRIZZI, EVANGELISTA, FEDE, FENU, FERRARA, GALLICCHIO, GARRUTI, GAUDIANO, GIROTTO, GUIDOLIN, L'ABBATE, LANZI, LEONE, LOMUTI, LOREFICE, LUPO, MAIORINO, MANTOVANI, MARINELLO, MATRISCIANO, MAUTONE, NATURALE, NOCERINO, PAVANELLI, PELLEGRINI Marco, PERILLI, PESCO, PETROCELLI, PIARULLI, PIRRO, PISANI Giuseppe, PRESUTTO, PUGLIA, QUARTO, RICCIARDI, ROMAGNOLI, ROMANO, RUSSO, SANTANGELO, SANTILLO, TAVERNA, TONINELLI, TRENTACOSTE, TURCO, VACCARO, VANIN - Il Senato,

premesso che:

la tutela dei diritti umani rappresenta uno degli elementi fondanti dell'ordinamento italiano, configurandosi altresì quale patrimonio comune della comunità internazionale e dell'umanità;

il 7 febbraio 2020, Patrick George Zaki, ricercatore egiziano di Gender studies dell'Egyptian iniziative for personal rights (EIPR) e studente dell'università di Bologna, è stato arrestato all'aeroporto internazionale de Il Cairo dove è scomparso per 24 ore. Alla sua ricomparsa, si è appreso dai legali che lo studente presentava evidenti segni di percosse e tortura da cavi elettrici;

Patrick Zaki è stato accusato dalla procura egiziana di "diffusione di notizie false dirette a minare la pace sociale", "incitamento alla protesta senza permesso", "istigazione a commettere atti di violenza e terrorismo", "gestione di un account social che indebolisce la sicurezza pubblica" e "appello al rovesciamento dello Stato";

le cinque accuse citate sembrano essere l'esempio di cinque reati con cui in Egitto, negli ultimi anni, si colpiscono regolarmente ricercatori, giornalisti, dissidenti e più in generale, i difensori della cultura del rispetto dei diritti umani;

la sua detenzione preventiva, ancorché arbitraria, ha subito costanti rinvii senza che si giungesse alla celebrazione di un processo sulla base delle accuse a lui rivolte, tanto che oggi, a più di un anno dall'arresto, il giovane ricercatore è ancora in stato di detenzione;

sono note le condizioni del carcere di Tora in cui è recluso Zaki e sono noti, per sua stessa voce, i suoi patimenti fisici e psicologici cui è quotidianamente sottoposto tanto più perché le carceri egiziane sono piene di detenuti politici;

inoltre, a causa della diffusione del nuovo coronavirus, per Patrick, così come per altre decine di migliaia di detenuti egiziani, le preoccupazioni legate all'emergenza sanitaria sono forti essendo questi detenuti privati anche del supporto psicologico dei genitori e dei familiari;

la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato ha strutturato da tempo un lavoro conoscitivo sistematico, promuovendo anche un osservatorio sulle condizioni di detenzione di Patrick Zaki, anche al fine di stabilire quali iniziative intraprendere e promuovere per la sua liberazione e per tutelare l'applicazione dei diritti umani anche nello Stato egiziano;

in sede di audizioni sui fatti verificatisi in Egitto negli ultimi anni, dubbi sono emersi in merito al rispetto delle convenzioni sui diritti umani da parte dello Stato egiziano, tra le quali si cita la Convezione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984;

le campagne a sostegno della liberazione del giovane ricercatore sono costanti, ricche di significati intorno ai temi del rispetto dei diritti umani, della libertà di espressione, della pace e del disarmo. Vi hanno partecipato, insieme agli amici di Zaki e agli studenti dell'università di Bologna, migliaia di cittadini, università e scuole, artisti ed esponenti dello spettacolo, istituzioni ed enti locali, come il Comune di Bologna che gli ha conferito la cittadinanza onoraria, mentre il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha affermato di lavorare e seguire il caso del giovane Zaki "con la massima attenzione";

la nostra rappresentanza in Egitto svolge un costante monitoraggio di tutta l'attività legale e del trattenimento preventivo di Patrick Zaki. L'ambasciatore italiano a Il Cairo ha trovato affiancamento e solidarietà anche da altri diplomatici sensibili a questa vicenda, perché colpiti da casi simili a quello di Patrick che hanno riguardato persone che svolgevano le proprie attività di lavoro e studio nei loro Paesi, come, ad esempio, il caso del giovane studente egiziano Ahmed Samir, della Central European university che ha sede a Vienna, anch'egli recentemente tratto in arresto in Egitto. Le proteste del rettore e la richiesta della sua immediata liberazione si uniscono a quelle per Patrick Zaki;

tra le iniziative, pende anche la richiesta di riconoscimento della cittadinanza italiana, secondo le procedure che ne regolano il conferimento. Non sfugge quindi il valore che tale atto ha, anche solo nella richiesta, in funzione della determinazione del nostro Paese per l'immediata liberazione di Patrick Zaki, ma si rendono necessarie anche ulteriori azioni;

occorre quindi promuovere ogni utile iniziativa volta al rilascio di Patrick Zaki e alla promozione del rispetto della cultura dei diritti umani;

l'Unione europea ha recentemente adottato un quadro che le consente di prendere misure mirate nei confronti di persone, entità e organismi, compresi soggetti statali e non statali, responsabili di gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto il mondo, indipendentemente dal luogo in cui avvengono, o coinvolti in tali atti o dei loro associati;

è opportuno costruire e rafforzare i legami di collaborazione internazionale, a partire dai membri dell'Unione europea, affinché sia richiesto, con sempre maggiore impegno, un regime globale di sanzioni sul mancato rispetto dei diritti umani. In tal senso, gli appuntamenti del G7 e del G20 che vedono nell'anno in corso la presidenza dell'Italia impegnata nella promozione della governance globale secondo i tre assi prioritari "persone, pianeta e prosperità" rappresentano un'opportunità decisiva,

impegna il Governo:

1) a intraprendere tempestivamente ogni ulteriore iniziativa presso le autorità egiziane per sollecitare l'immediata liberazione di Patrick Zaki, valutando anche la promozione dell'applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984;

2) a dare impulso, a livello europeo ed internazionale, ad ogni azione adeguata a promuovere il rispetto dei diritti umani in Egitto, con particolare attenzione alle situazioni di repressione politica;

3) ad attivarsi, a livello UE, per sollecitare istituzioni e Stati membri affinché richiedano all'Egitto, e agli altri Paesi in cui persistono diffuse violazioni dei diritti umani, miglioramenti concreti su questo tema e si adoperino altresì per effettuare un monitoraggio rafforzato sulle questioni più critiche in materia nel Paese;

4) a farsi portatore attivo della cultura del rispetto e della promozione dei diritti umani nell'agenda degli appuntamenti del G7, con particolare riguardo ai casi di repressioni politica nei confronti dei difensori dei diritti umani.


MOZIONE SULLA CELEBRAZIONE DEL 150° ANNIVERSARIO DELLA PROCLAMAZIONE DI ROMA CAPITALE

(1-00281) (5 agosto 2020)

DE PETRIS, GASPARRI, CIRINNA', DESSI', BINETTI, PISANI Giuseppe, LONARDO, BUCCARELLA, ROJC, DE FALCO, IORI, ASTORRE, BONINO, MOLLAME, VANIN, RAUTI, LUPO, DE VECCHIS, FUSCO, RUFA - Il Senato,

premesso che:

nel biennio 2020-2021 ricorrono i 150 anni dalla proclamazione di Roma capitale d'Italia (20 settembre 1870-3 febbraio 1871);

la legge 15 dicembre 1990, n. 396, recante "Interventi per Roma, capitale della Repubblica", che aveva l'obiettivo specifico di valorizzare il ruolo di Roma considerando tutti gli aspetti connessi alla funzione di capitale d'Italia tra cui anche la manutenzione, la cura e il restauro dei monumenti più importanti della città, è stata pressoché definanziata e abrogata, confluendo parzialmente nel decreto legislativo 18 aprile 2012, n. 61;

in occasione del giubileo del 2000 sono state finanziate opere di riqualificazione della capitale in previsione dell'arrivo di decine di milioni di pellegrini e turisti;

il Governo ha istituito una struttura di missione per la celebrazione degli anniversari nazionali;

in occasione del 150º anniversario dell'unità d'Italia, che si è svolto per tutto il 2011, sono state organizzate iniziative istituzionali nazionali e internazionali che hanno avuto il loro fulcro nella cerimonia solenne a Camere riunite nell'Aula di Montecitorio alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano;

nel 2018, in occasione dell'anniversario della vittoria dell'Italia nella prima guerra mondiale sono stati organizzati eventi in tutta Italia culminati con la celebrazione a Parigi della fine del conflitto, alla quale ha partecipato il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella;

sia il 50º anniversario dell'unione di Roma all'Italia che il 100º anniversario sono stati solennemente celebrati;

Roma, per la sua peculiare identità, è anche capitale di solidarietà e inclusione;

considerato che il comma terzo dell'articolo 114 della Costituzione, così come modificato dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, dispone che "Roma è la capitale della Repubblica";

rilevato che:

le maggiori capitali europee e occidentali godono di finanziamenti specifici per l'espletamento delle funzioni connesse al loro ruolo in seno all'ordinamento statale e al tempo stesso, anche grazie alla realizzazione di opere pubbliche significative e innovative, rappresentano un laboratorio permanente contemporaneo. Sono risorse indispensabili anche per contribuire alla conservazione e alla valorizzazione di un patrimonio storico e culturale di enorme valore che raramente appartiene alle sole amministrazioni locali che necessita dunque di interventi dei rispettivi Stati nazionali;

la drammatica emergenza economica causata per la città di Roma dalla epidemia da COVID-19, in particolare con la paralisi del settore del turismo, da sempre asse portante dell'economia cittadina, rende necessario un sostegno straordinario da parte dello Stato nei confronti della città,

impegna il Governo:

1) ad adoperarsi affinché il 150º anniversario dell'unione di Roma all'Italia e della sua proclamazione come capitale sia adeguatamente commemorato e celebrato attraverso iniziative ufficiali e favorendo la realizzazione di iniziative promosse dalla società civile, con la calendarizzazione di dibattiti, mostre, convegni ed eventi in tutta Italia e approfondimenti nelle scuole di ogni ordine e grado volti a diffondere e valorizzare il suo ruolo di capitale e a promuovere lo sviluppo futuro della città;

2) ad elaborare un programma straordinario per la riduzione dell'inquinamento fossile e a finanziare, anche in collaborazione con Roma capitale e con la Regione Lazio, la realizzazione di un programma di opere pubbliche e di riqualificazione del tessuto urbano a basso impatto ambientale, eventualmente inserendolo fra le iniziative da realizzare grazie ai fondi straordinari messi a disposizione dall'Unione europea;

3) a costituire in seno alla struttura di missione per la celebrazione degli anniversari nazionali un comitato per l'organizzazione del 150º anniversario dell'unione di Roma allo Stato italiano, formato da studiosi ed esperti in grado di elaborare un calendario di eventi sulla storia di Roma fino alla sua designazione a capitale d'Italia;

4) a coinvolgere nelle celebrazioni lo Stato del Vaticano, l'Unesco, la Fao, l'Unione europea, il Coni, le ambasciate di Stati esteri, le organizzazioni mondiali con sede a Roma, i centri studi e ricerche sul Mediterraneo, le università pubbliche e private, le principali associazioni culturali, del terzo settore e di categoria, i sindacati nazionali, le principali istituzioni pubbliche, le reti radiotelevisive, la film commission regionale, e a darne risalto su tutti gli organi di informazione e comunicazione;

5) a valutare, nel caso di insufficienti disponibilità nel bilancio dello Stato, una formula per destinare una quota parte degli incassi della bigliettazione dei principali siti archeologici e monumentali e dei musei della capitale alla celebrazione del 150º anniversario e alla realizzazione dei progetti individuati.


MOZIONE SULLA RIMOZIONE DELL'EMBARGO NEI CONFRONTI DI CUBA

(1-00238) (Testo 2) (13 aprile 2021)

NUGNES, DE PETRIS, BUCCARELLA, UNTERBERGER, FATTORI, VANIN, LAFORGIA, RUOTOLO, DE FALCO, LA MURA, LANNUTTI, DESSI', GIARRUSSO, LONARDO, CRUCIOLI, MARILOTTI - Il Senato,

premesso che:

il drammatico periodo causato dalla rapida diffusione del virus COVID-19 e la conseguente situazione di emergenza in cui sono precipitate molte zone dell'Italia, con migliaia di persone contagiate e decedute e con un sistema sanitario allo stremo delle forze, ha messo a dura prova il nostro Paese; tra i Paesi che hanno prestato soccorso all'Italia nel marzo 2020 vi è la Repubblica di Cuba, la quale ha inviato, su richiesta delle Regioni Lombardia e Piemonte, due brigate mediche del "contingente internacional de medicos especializados en situaciones de disastres y graves epidemias", esperte di gravi epidemie. Le brigate composte rispettivamente da 53 persone (immunologi e infermieri specializzati in interventi di contrasto delle pandemie) da 38 persone (21 medici, 16 infermieri e un logista) hanno operato a Crema e Torino, due dei focolai più rilevanti del Nord Italia;

la brigata medica (intitolata ad Henry Reeve, un cittadino statunitense che partecipò alla guerra di indipendenza di Cuba dal colonialismo spagnolo) ha operato in soccorso di numerosi Paesi, colpiti da gravi catastrofi naturali e da epidemie (tra i quali Haiti, colpita dal terremoto e dal colera, Sierra Leone, Guinea e Liberia, colpiti dall'epidemia di Ebola, Cile e Pakistan, colpiti da terremoti);

considerato che:

la Repubblica di Cuba è tuttora sottoposta, da parte del Governo statunitense, ad un blocco economico, commerciale e finanziario illegale e contrario al diritto internazionale, per ragioni politiche unilateralmente motivate;

tale misura di ritorsione comporta gravi danni al popolo cubano e ne mette a rischio la vita, bloccando, tra gli altri beni, anche l'invio di medicinali e altro materiale sanitario, che deve essere importato dall'estero;

il blocco è stato pericolosamente inasprito dall'amministrazione Trump, nonostante la diffusione dell'epidemia da COVID-19 sull'isola;

l'impegno di solidarietà sanitaria della Repubblica di Cuba è portato avanti da decenni, sia attraverso la formazione di personale sanitario di molti Paesi (presso l'escuela latino-americana de medicina), sia con le proprie missioni sanitarie nel mondo, con un elevato numero di medici e altro personale sanitario;

l'accordo di dialogo politico e di cooperazione tra l'Unione europea e Cuba, firmato nel dicembre 2016 e in applicazione provvisoria per la parte commerciale dal 2017, che ha inteso imprimere un nuovo slancio alle relazioni euro-cubane su un dialogo politico rafforzato, per una migliore cooperazione bilaterale, nonché per lo sviluppo di un'azione congiunta nei principali consessi multilaterali, si pone in controtendenza all'extraterritorialità del blocco stesso che colpiva tra l'altro la possibilità di rapporti economici tra Cuba e UE,

impegna il Governo:

1) a fare proprio l'appello lanciato dalle comunità cubane residenti in Europa e da tante altre associazioni e personalità e continuare a prendere posizione nelle opportune sedi internazionali affinché abbia fine il blocco contro la Repubblica di Cuba e il suo popolo;

2) a raccogliere gli appelli umanitari lanciati dal Pontefice, per l'allentamento delle sanzioni economiche, e dal Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, pronunciato a marzo 2020, ai leader dei Paesi del G20, con l'esortazione a "sospendere le sanzioni che minano la capacità dei Paesi di rispondere alla pandemia", e a continuare ad adoperarsi, soprattutto in coordinamento con i partner UE e nei fori multilaterali, affinché il meccanismo sanzionatorio tuttora applicato nei confronti di Cuba non contempli in ogni caso ostacoli alla fornitura di generi di prima necessità, inclusi medicinali e strumentazioni mediche;

3) a continuare ad adoperarsi in sede ONU, in coordinamento con gli altri partner UE, per il superamento dell'embargo statunitense nei confronti di Cuba coerentemente con il voto quasi unanime di condanna del blocco che per 28 volte consecutive ha visto l'assemblea generale dell'ONU esprimersi in tal senso, anche con l'appoggio dell'Italia;

4) infine, a continuare a adoperarsi nelle sedi dell'Unione europea e nelle altre sedi internazionali, affinché sia raggiunto l'obiettivo della rimozione definitiva del blocco contro la Repubblica di Cuba.

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