Giovedì 15 Novembre 2018 - 59ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 09:35)

Con 167 voti favorevoli, 49 contrari e 53 astensioni, l'Assemblea ha approvato definitivamente il ddl n. 909, conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, recante disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze, già approvato dalla Camera dei deputati.

Composto di 46 articoli, numerosi introdotti durante l'esame alla Camera, il provvedimento è suddiviso in cinque capi: il capo I è dedicato alle misure per il sostegno e la ripresa economica del territorio e la popolazione di Genova, dopo il crollo del viadotto Polcevera; il capo II contiene disposizioni per la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti; il capo III reca interventi nei territori dei comuni di Ischia interessati da eventi sismici, il capo IV contiene misure urgenti per gli eventi sismici nel centro Italia verificatisi tra il 2009 e il 2017, il capo V riguarda ulteriori eventi emergenziali.

Oggi si sono svolte le dichiarazioni di voto finale. Il sen. Steger (Aut) ha annunciato voto favorevole: il testo contiene elementi positivi per l'economia genovese e il Parlamento ha fatto un buon lavoro; destano invece perplessità gli articoli estranei alla ricostruzione che hanno ritardato l'iter del decreto, in particolare le norme sul condono di Ischia e lo spargimento dei fanghi. Infine, non sono chiare le responsabilità di Autostrade. La sen. De Petris (Misto-LeU) ha invece annunciato voto contrario, ponendo l'accento sulla confusione delle procedure di ricostruzione, nonostante il conferimento di poteri in deroga al commissario. Il Governo ha approfittato del decreto su Genova per introdurre norme come il condono per Ischia, che anticipa il condono generalizzato per la Campania, e la disposizione che consente di spargere fanghi sui terreni agricoli innalzando i limiti per gli idrocarburi, in contrasto con gli impegni di M5S di tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini. Pur annunciando voto favorevole, il sen. Ruspandini (FdI) ha giudicato deludente il decreto, che giunge con grave ritardo rispetto al crollo del ponte Morandi e non revoca la concessione a Autostrade. Ha espresso inoltre preoccupazione per il condono di Ischia e la gestione dei fanghi. Il sen. Renzi (PD) ha dichiarato voto contrario, accusando il Governo di aver scaricato responsabilità del disastro sugli avversari politici, di aver rinnovato le concessioni ad Autostrade, di aver rifiutato il progetto di Renzo Piano, di non aver previsto il terzo valico e la gronda, di aver varato norme a favore dell'abusivismo. Il sen. Bruzzone (L-SP), annunciando voto favorevole, ha evidenziato che l'opposizione sostiene la necessità di ridurre i tempi di intervento solo a parole e il PD, che in passato ha bloccato la gronda di Genova, si è adoperato per rinviare il decreto. Ha quindi ricordato le norme per snellire le procedure di ricostruzione, per sostenere le imprese e le attività portuali, per indennizzare i cittadini che hanno dovuto abbandonare le abitazioni. Il sen. Biasotti (FI), nell'annunciare l'astensione, ha affermato che il Governo avrebbe dovuto varare una legge speciale soltanto per Genova. Il Ministro delle infrastrutture ha fatto molti annunci ma non ha studiato i progetti, ha revocato solo 800 metri ad Autostrade, non ha posto in capo alla società la ricostruzione del ponte, non ha capito che la costruzione della gronda non costerebbe nulla allo Stato. Il sen. Santillo (M5S), nell'annunciare voto favorevole,ha ricordato che il decreto affronta emergenze che avrebbero potuto essere evitate e ha condiviso la scelta di affidare la ricostruzione a una struttura commissariale e non ad Autostrade, che avrebbe dovuto controllare la sicurezza del ponte. Ha ricordato che il Governo precedente non ha fatto nulla per Ischia e per il problema dell'abusivismo, e l'articolo 25 del decreto non prevede un nuovo condono, ma definisce le domande di regolarizzazione già presentate per le case danneggiate dal sisma, senza alterare i vincoli paesaggisti. Infine l'articolo 41 si riferisce a grassi vegetali e animali, non interviene sui limiti per le sostanze pericolose che saranno resi più stringenti.

Nel corso delle dichiarazioni di voto senatori dei Gruppi FI e PD hanno protestato per la scarsa attenzione agli interventi da parte del Ministro delle infrastrutture, il clima in Aula si è surriscaldato, e il Presidente del Senato è intervenuto più volte per richiamare a un ordinato svolgimento dei lavori. Dopo il voto finale, la sen. Bernini (FI) ha invocato maggiore rispetto per il Parlamento e alla richiesta si è associato il sen. Marcucci (PD); il sen. Patuanelli (M5S) ha evidenziato che la maggioranza ha ascoltato gli interventi delle opposizioni senza interrompere e che il Ministro ha comprensibilmente esultato per l'approvazione del decreto. Dopo che il Ministro delle infrastrutture Toninelli ha ringraziato il Parlamento per aver lavorato ad un provvedimento che stanzia 300 milioni per Genova e restituisce una casa a 266 famiglie e aver annunciato che la legge di bilancio stanzierà altri 500 milioni, il Presidente del Senato ha invitato l'Assemblea a osservare un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime del crollo del ponte Morandi.

L'Assemblea è quindi passata allo svolgimento di interrogazioni.

Il Sottosegretario di Stato per l'interno Molteni ha risposto congiuntamente alle interrogazioni n. 10 del sen. Steger e Durnwalder (Aut) e n. 369 della sen. Conzatti (FI), sulla carenza di personale della Polizia di Stato in provincia di Trento, richiamando assunzioni straordinarie e il progetto per la riorganizzazione delle questure e dei commissariati che diventerà operativo all'inizio del 2019. Il Sottosegretario di Stato per l'istruzione Giuliano ha risposto all'interrogazione n. 17 della sen. Granato (FI) e altri sull'insegnamento della religione cattolica nella scuola, richiamando il testo unico sull'istruzione che esclude la religione dalle materie d'esame. La Sottosegretario di Stato per l'ambiente Gava ha risposto all'interrogazione n. 370 del sen. Maffoni (FdI) su limitazioni alla circolazione dei veicoli nelle Regioni del Nord Italia, richiamando il nuovo accordo di bacino padano 2017, che prevede limitazioni alla circolazione per ridurre l'inquinamento atmosferico, sulla base di valutazioni approfondite delle Regioni coinvolte.

Alle ore 15 sono state svolte interrogazioni a risposta immediata.

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Toninelli ha risposto all'interrogazione n. 371, dei sen. Zaffini e Ciriani (FdI), sull'interruzione del processo di integrazione tra Anas e Ferrovie dello Stato italiane: a seguito di diversi approfondimenti circa le criticità della fusione FS-ANAS, sono emersi molteplici elementi di debolezza dell'integrazione, oltre alla totale mancanza di sinergie. ANAS deve tornare a occuparsi solo di progettazione, gestione, costruzione, manutenzione e messa in sicurezza di strade, ponti e viadotti, lavorando per la sicurezza dei cittadini. Il Ministro ha quindi risposto all'interrogazione n. 372, del sen. D'Arienzo (PD) e altri, sulle valutazioni del Governo rispetto alle principali opere infrastrutturali in via di realizzazione: è noto che il costo delle opere pubbliche programmate dai Governi precedenti è aumentato in modo esponenziale e le stesse opere sono state oggetto di sistematiche rivalutazioni. L'attenzione del Governo sull'utilizzo delle risorse pubbliche investite in opere ereditate dal passato e particolarmente onerose, in linea con quanto fatto da altri Governi europei, sta tenendo conto di tutti gli interessi in gioco. In merito all'interrogazione n. 373, della sen. Bernini (FI-BP) e altri, sulle determinazioni del Governo rispetto alla costruzione, al completamento e alla gestione di grandi opere infrastrutturali, illustrata dal sen. Berutti (FI-BP), il Ministro Toninelli ha ribadito che, oltre all'analisi costi/benefìci delle opere in corso, gli esperti della struttura tecnica di missione stanno valutando le conseguenze delle scelte del Governo affinché non vadano a discapito di imprese e cittadini. Quanto alla gestione delle autostrade, il decreto Genova segna una vera e propria rivoluzione nella definizione dei pedaggi autostradali, che per la prima volta terranno conto degli investimenti effettivamente realizzati e dei ricavi che i concessionari saranno in grado di produrre. Infine, in risposta all'interrogazione n. 374, della sen. Ricciardi (M5S) e altri, sulla salvaguardia dell'attuale regime giuridico pubblicistico delle autorità portuali, fermo restando che lo sviluppo dell'economia portuale è una delle più promettenti opportunità di crescita economica dell'Italia, il Ministro ha evidenziato che un ruolo centrale deve spettare alle Autorità di Sistema Portuale in regime pubblico, al fine di contemperare in modo più efficace le istanze di tutti i soggetti che operano nei porti

(La seduta è terminata alle ore 16:02 )



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