248° anniversario della Guardia di Finanza

Discorso pronunciato dal Presidente del Senato Elisabetta Casellati alle celebrazioni per il 248° anniversario della fondazione del Corpo della Guardia di Finanza

Signor Comandante Generale, Ministri, Parlamentari, Autorità civili, militari e religiose, Signore e Signori.
È sempre una grande emozione portare il mio saluto personale e quello del Senato della Repubblica in occasione di questa importante cerimonia. Un’emozione quest’anno ancora più forte.
Perché ritrovarci finalmente insieme dopo due drammatici anni segnati dalla pandemia ci offre l’opportunità di condividere un momento solenne che alla forza evocativa e al valore simbolico unisce un messaggio di autentica gratitudine a tutte le donne e gli uomini che sono l’anima e il cuore pulsante della Guardia di Finanza.

Questa Istituzione celebra il 248° anniversario della propria fondazione: 248 anni di onore, coraggio, valore militare e instancabile dedizione civica.
Una storia ricca di successi e di sacrifici; di atti di eroismo e di autentica abnegazione.
Non a caso, questa ricorrenza cade nella data dell’indimenticabile battaglia del Solstizio, quando proprio grazie alla tenacia e all’eroismo dei battaglioni della Guardia di Finanza, impegnati sulla linea del Piave, l’Italia logorata dalla guerra ha saputo ritrovare il suo orgoglio, l’entusiasmo, la forza di reagire, riscattarsi e rinascere.

L’omaggio alla bandiera della Guardia di Finanza rinnova questa comune vocazione e rievoca il sacrificio di tutti coloro che negli anni hanno immolato la propria vita per costruire e difendere una Italia fondata sulla sicurezza pubblica, sul diritto, sulla legalità e sulla giustizia.  
A questa sfida la Guardia di finanza ha dedicato tutto il suo cammino, dal lontano 1774 ad oggi, divenendo un punto di riferimento insostituibile per la difesa di quel bene comune che è la premessa e il fine ultimo di qualsiasi forma di appartenenza nazionale: la cittadinanza responsabile.
Una cittadinanza fedele al rispetto delle regole, solidale, disponibile a mettere le proprie capacità al servizio della cosa pubblica.

La Guardia di Finanza ha saputo tutelare questo valore nel corso dei decenni interpretando e spesso addirittura anticipando i cambiamenti di uno Stato, una società e un contesto economico in continua evoluzione e trasformazione.
Cambiamenti che hanno visto l’Italia consolidarsi nelle sue aspirazioni di democrazia del benessere. Una democrazia aperta alla protezione dei bisogni economici e sociali degli individui e della collettività sul fronte interno come su quello internazionale. Una democrazia che promuove la difesa della finanza pubblica come strumento privilegiato di tutela dei diritti costituzionali.

In questa prospettiva, l’azione della Guardia di finanza contro il sommerso, il lavoro nero e tutti gli illeciti in materia di spesa pubblica costituisce una risposta concreta all’esigenza di garantire una corretta allocazione delle risorse.
Tale risposta si è rivelata strategica anche nella delicata fase della ripresa dalla crisi pandemica, quando, rispetto all’erogazione delle diverse forme di sostegno economico, il controllo della Guardia di finanza ha consentito di tutelare famiglie e imprese in difficoltà e di concorrere a rilanciare i fattori sani di crescita del Sistema Paese. Un ruolo che continua ad impegnare le Fiamme Gialle nel presidio dei fondi del PNRR provenienti dall’Unione europea.

Ma insieme non possiamo sottovalutare i cambiamenti che, in un sistema globale sempre più interconnesso, interdipendente e digitalizzato, hanno visto i fenomeni criminali e gli illeciti economici e finanziari assumere forme sempre più subdole ed evolute.  
Penso in primo luogo alle connessioni tra la criminalità organizzata o il terrorismo e le reti illecite di finanziamento a carattere transnazionale.

Dinamiche perverse e insidiose che la Guardia di finanza ha saputo affrontare con grande incisività, distinguendosi anche a livello internazionale come eccellenza per le proprie metodologie investigative radicate su un solido coordinamento sovranazionale e aperte alle più sofisticate innovazioni tecnologiche, tra cui l’intelligenza artificiale. Metodologie che hanno portato ad importanti successi nel contrasto al traffico di stupefacenti, nella lotta al riciclaggio, nell’azione contro le tratte internazionali di migranti e lavoratori.

Penso alle tante operazioni che hanno visto la Guardia di Finanza protagonista nella difesa di primari valori economici:
- dalla repressione del contrabbando di merci contraffatte per tutelare la qualità della produzione nazionale e i marchi “Made in Italy”
- alle attività a difesa del consumatore rispetto all’acquisto di beni di primaria necessità - come i dispositivi medico-chirurgici nell’emergenza sanitaria - o rispetto a illeciti digitali e truffe sul web.

Due sono le “armi segrete” dietro questa capacità di azione multiforme.

La prima è la costante attenzione alle competenze, alla formazione e qualificazione professionale di ogni reparto, coerentemente con la vocazione alla specializzazione che ha sempre accompagnato il vostro cammino.
Una vocazione capace di coniugare l’acquisizione di conoscenze avanzate nel settore della sicurezza economico-finanziaria con l’addestramento militare e le abilità operative delle componenti specialistiche del soccorso alpino, del comparto aeronavale, del servizio cinofili. Reparti che in questi anni hanno salvato decine e decine di vite umane e aiutato tanti cittadini colpiti da tragiche calamità naturali.

Vi è poi l’orgoglio dei Gruppi sportivi: degli atleti che ci hanno regalato grandi emozioni in occasione delle ultime olimpiadi e paraolimpiadi, così come di tutti gli atleti delle Fiamme Gialle che, con impegno e dedizione, hanno fatto della loro passione un esempio di responsabilità e di valori a cui i nostri giovani possono guardare per trarre ispirazione.

La seconda “arma segreta” è nella rete di cooperazione attivata con tutte le articolazioni dello Stato coinvolte nella tutela della legalità, dalla magistratura alle altre forze di polizia, dalle amministrazioni territoriali alle agenzie tributarie.
Una rete di cooperazione capace di estendersi oltre i confini nazionali per realizzare attraverso collaborazioni qualificate in ambito europeo e internazionale una protezione sempre più sofisticata contro i fenomeni di globalizzazione della criminalità cui accennavo prima.  

Desidero pertanto congratularmi con il Comandante Generale Giuseppe Zafarana e per suo tramite con tutto il Corpo per il lavoro svolto.
Ringrazio il Ministro dell’Economia e delle Finanze per l’attenzione che fin dal suo insediamento ha dedicato a valorizzare il ruolo delle Fiamme Gialle come presidio di legalità.

Concludo osservando che la tensione all’eccellenza che ha plasmato il cammino di questo Corpo deve essere anche la chiave di lettura per interpretare le sfide future.

Viviamo in un momento di grandi fragilità economiche e sociali e di perduranti incertezze sulle prospettive del domani.
In questo scenario, la parola eccellenza deve assumere i connotati e il volto di una difesa della legalità sempre attenta al contesto di riferimento.
Capace di usare il discernimento nel ponderare le situazioni, la ragionevolezza nel valutare l’illecito. Pronta ad infondere la cultura dell’onestà, del rigore, della lealtà allo Stato attraverso l’esempio. Disponibile a prendere per mano chi sbaglia per costruire insieme una nuova e più solida appartenenza al nostro bene comune più prezioso: la nostra Italia, il nostro tricolore.

Viva il Corpo della Guardia di Finanza.
Viva l’Italia.