Atto n. 4-04709

Pubblicato il 20 ottobre 2015, nella seduta n. 525

BUCCARELLA , BLUNDO , BOTTICI , SANTANGELO , MANGILI , AIROLA , PAGLINI , BULGARELLI , MORRA , PUGLIA , GIROTTO , GIARRUSSO , CAPPELLETTI , DONNO - Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:

come riportato da numerose testate giornalistiche locali pugliesi, il 13 ottobre 2015 si è tenuta una ennesima giornata di protesta e astensione dalle udienze degli avvocati del distretto del tribunale di Lecce, che hanno proceduto simbolicamente all'occupazione dei locali del tribunale civile di via Brenta, con adesione pressoché totale;

la situazione del tribunale salentino è drammatica, con gli edifici preposti del tutto insufficienti a consentire il normale svolgimento delle udienze, stante la carenza di aule dove, incredibilmente, si rende necessario l'avvicendamento dei diversi magistrati nelle sale disponibili o addirittura il contemporaneo svolgimento di udienze di 2 magistrati nella medesima aula;

inoltre, si evidenzia la riduzione degli orari di apertura delle cancellerie civili (dovuta alla costante e pluriennale diminuzione del numero di cancellieri ed impiegati) che moltiplica le difficoltà nell'espletamento delle incombenze professionali degli avvocati, spesso sottoposti, come noto, a termini e decadenze perentori;

a ciò si aggiunge la persistenza di barriere architettoniche ed il malfunzionamento degli ascensori, con immaginabile disagio per tutta l'utenza;

peraltro, la già preesistente inadeguatezza dei locali risulta ulteriormente aggravata a seguito della soppressione delle 7 sezioni distaccate del tribunale di Lecce, che sta comportando anche grandi difficoltà, persino per il raggiungimento e la fruibilità della sede del tribunale, con avvocati, parti, testimoni, impiegati e consulenti che, da tutta la provincia, devono quotidianamente confluire nel capoluogo, presso una struttura priva di un'adeguata e sufficiente area attrezzata a parcheggio;

con l'entrata in vigore del decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, il legislatore, in attuazione dell'art. 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148, ha introdotto la delega al Governo per la riorganizzazione sul territorio degli uffici giudiziari, prevedendo una nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero: l'attuazione della delega ha comportato, nello specifico, la riduzione del numero degli uffici ordinari presenti sul territorio, la rideterminazione delle piante organiche degli uffici, la redistribuzione del personale di magistratura e amministrativo, operando, altresì, sulla destinazione dei dirigenti degli uffici soppressi, nonché in tema di edilizia giudiziaria;

tuttavia, l'impatto che detto intervento ha avuto sugli uffici giudiziari ha fatto emergere plurimi aspetti di criticità, che sono apparsi, a maggior ragione, fondati sia se analizzati dal punto di vista interpretativo in senso stretto sia con riguardo alle questioni esecutive relative alla concreta applicazione delle disposizioni contenute nel decreto legislativo;

ed invero, già con riguardo all'art. 1 del decreto legislativo n. 155 del 2012, che, in estrema sintesi, prevedeva la soppressione e l'accorpamento di 220 sezioni distaccate di tribunale, il legislatore, nonostante alcuni rilievi provenienti dagli uffici giudiziari e dai Comuni, nei quali erano allocate le sezioni distaccate, non ha effettuato alcuna differenziazione, ritenendo di guadagnare efficienza mediante l'eliminazione di uffici giudiziari che, in numerosi territori, non erano riusciti a garantire adeguata risposta alla massiccia domanda di giustizia, ricavando, invece, dall'esecuzione del disposto normativo un coacervo di problematiche, che i singoli distretti si sono poi premurati di segnalare;

alla base della protesta degli avvocati leccesi vi è anche la mancata applicazione dei protocolli sulla liquidazione nei casi di patrocinio a spese dello Stato, strumento teoricamente volto a garantire la giusta difesa ad ogni cittadino non abbiente e sul PCT (processo civile telematico);

in tale scenario, va quindi inquadrata la situazione del tribunale di Lecce, con la protesta degli avvocati, che evidenziano il lento ma inesorabile disfacimento della giustizia e lo svilimento della professione forense,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

quali misure intenda adottare per garantire il ripristino delle condizioni di efficienza e di celerità dei tribunali del distretto di Lecce, in cui il regolare svolgimento delle udienze è, stante la situazione attuale, gravemente compromesso e decisamente turbato, non solo nel preminente interesse del cittadino che richiede giustizia, ma anche nell'interesse di tutti gli operatori del diritto (dai magistrati agli avvocati, passando per i cancellieri) che, quotidianamente, si affannano per svolgere il proprio lavoro.