Atto n. 3-00617 (in Commissione)

Pubblicato il 9 gennaio 2014, nella seduta n. 163
Svolto nella seduta n. 72 della 8ª Commissione (26/03/2014)

BLUNDO , SCIBONA , MANGILI , FUCKSIA , BERTOROTTA , CATALFO , BENCINI , CASTALDI , PUGLIA , CAPPELLETTI , BIGNAMI , BATTISTA , CIOFFI , BUCCARELLA - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

il settore autostradale italiano è oggetto dai primi anni '90 di profonde modifiche sia nella regolamentazione che negli assetti proprietari;

il meccanismo di rivalutazione delle tariffe risulta essere, nonostante gli sforzi compiuti in passato, ancora fortemente sbilanciato in favore dei concessionari, essendo calcolato sulla base dei dati dell'inflazione, del traffico previsto e della qualità del servizio, senza che sia prevista alcuna possibilità per lo Stato di rivalersi in caso di inadempienze da parte dei concessionari e soprattutto senza alcun collegamento dell'adeguamento delle tariffe all'effettivo miglioramento dei servizi;

considerato che:

a decorrere dal 1° gennaio 2014, a seguito dell'emanazione del decreto interministeriale n. 486 del 31 dicembre 2013, è intervenuto l'ennesimo aumento dei pedaggi autostradali che ha interessato le diverse tratte in misura percentuale media pari al 3,9 per cento, raggiungendo il picco sulla autostrada dei Parchi (tratte A24, Roma-L'Aquila-Teramo e A25 Pescara-Torano) dove si è registrato addirittura un incremento dell'8,28 per cento. Tale aumento, da dichiarazioni della società gerente, sarebbe per lo più destinato al recupero dei costi di costruzione delle complanari di Roma, costituite, nello specifico, da due nuove carreggiate esterne all'autostrada A24, tra lo svincolo di via P. Togliatti e la barriera di Roma est, riservate evidentemente all'uso sostanzialmente esclusivo dei cittadini romani e non soggette ad alcun canone di pedaggio;

le convenzioni stipulate tra ANAS e società concessionarie prevedono che queste ultime siano tenute a corrispondere un canone proporzionale ai pedaggi riscossi, nonché a versare una percentuale sugli extra profitti generati dalle attività commerciali sulla rete autostradale. Tra tali attività, definite collaterali, rientra l'esercizio di tutte quelle iniziative di rilevanza economica che si svolgono all'interno delle aree di servizio, quali ristorazione, vendita carburanti ed attività pubblicitarie. Non essendovi una regolamentazione definita, i relativi proventi sono sicuramente molto cospicui e sarebbe auspicabile avere la pubblicazione della relativa rendicontazione;

inoltre agli interroganti risulta, da alcune dichiarazioni rilasciate dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Maurizio Lupi all'emittente radiofonica "Radio 24", che il competente Dicastero stia "lavorando ad un meccanismo di abbonamenti per i pendolari" finalizzati a contenere il disagio economico prodotto su questa categoria dagli aumenti. Sempre alla stessa emittente radio il Ministro ha anche precisato che il "meccanismo in vigore, basato su norme e contratti di concessione potrà essere rivisto" e quindi se ne riconosce il danno ai cittadini e lavoratori già vessati dalla situazione di crisi,

si chiede di sapere:

attraverso quali criteri siano stati autorizzati gli aumenti tariffari e quale sia la specifica incidenza proporzionale delle diverse componenti che hanno determinato la rivalutazione delle tariffe;

quali siano le opere di ammodernamento autostradale realizzate dalla società Autostrada dei parchi e se la stessa risulti in regola con il versamento del canone, proporzionale ai pedaggi riscossi, previsto dalla relativa convenzione, nonché di quelli annui percentualmente previsti sugli extra profitti generati dal concessionario per lo svolgimento delle attività commerciali sulla rete autostradale;

quali iniziative concrete stiano adottando i Ministri in indirizzo, ognuno per le proprie rispettive competenze, al fine di procedere alla revisione del meccanismo di calcolo dei pedaggi autostradali, anche attraverso l'istituzione, nelle sedi ministeriali, di un tavolo permanente di confronto con le società concessionarie e le associazioni dei consumatori;

quale sia la ragione per cui i cittadini che percorrono un tratto effettivamente non soggetto ad alcuna miglioria debbano vedersi addebitati i costi delle opere al servizio di altri cittadini ai quali non viene chiesto alcun contributo;

se la pianificazione e progettazione delle opere di miglioria in ogni caso addebitate direttamente agli utenti siano state oggetto di discussione pubblica con enti ed associazioni rappresentativi degli interessi degli utenti che oggi sono chiamati a sostenerne il costo;

se la realizzazione di tali opere sia stata assegnata ad aziende a seguito di apposite procedure ad evidenza pubblica o viceversa tramite affidamento diretto;

quale sia l'organo responsabile del controllo sulla congruità dei costi e sulla qualità delle realizzazioni.