Pubblicato il 11 giugno 2003
Seduta n. 413
D'IPPOLITO, GUZZANTI, IANNUZZI, ALBERTI CASELLATI, SAMBIN, TRAVAGLIA, BARELLI, SALZANO, ZORZOLI, GRECO, CONTESTABILE, FALCIER, MANFREDI, FASOLINO, CRINO', CHIRILLI, ARCHIUTTI, MAINARDI, DE RIGO, PIANETTA, GIULIANO, GENTILE.
Il Senato,
Premesso:
che sta per avere inizio il semestre italiano di presidenza dell'Unione Europea, importante appuntamento internazionale in occasione del quale le iniziative prese dal nostro Paese assumono una valenza del tutto particolare;
che l'Italia si è candidata ad essere protagonista, insieme ad altri Paesi occidentali, nel processo di ricostruzione economico e sociale dell'Iraq;
che l'Iraq è una delle nazioni arabe più laiche dell'area medio-orientale, con un tasso di scolarizzazione e di cultura più alto che in altre Nazioni limitrofe;
che l'Iraq è storicamente una delle culle della nostra civiltà, la cui posizione strategica -in quanto passaggio obbligato tra Oriente ed Occidente- ne ha positivamente segnato la storia nei secoli scorsi;
che oggi tracce evidenti di questa cultura sopravvivono, nonostante gli oltre 35 anni di dittatura di Saddam Hussein;
che, seppure esistono -nell'Iraq liberato- i presupposti per l'esercizio della democrazia, l'esercizio della stessa -tuttavia- non risulterà automatico, valutata l'educazione in regime di dittatura impartita a più di due generazioni di iracheni;
considerato:
l'alto tasso di scolarizzazione sul territorio iracheno;
la sostanziale laicità di quello Stato;
una tradizione all'informazione di stile anglosassone;
una società composta in buona parte da giovani;
la presenza di una buona rete di comunicazioni e di una efficiente struttura organizzativa per giornalisti, fotografi ed operatori televisivi;
la diffusa conoscenza della lingua inglese;
ritenuto:
che una delle più grandi conquiste della democrazia è la libera manifestazione del pensiero, di cui la dialettica giornalistica rappresenta indubitabilmente espressione pregnante;
che, conseguentemente, esiste democrazia piena solo laddove sia possibile esercitare una libera informazione, essendo inscindibile il rapporto democrazia-informazione;
che risulterebbe utile creare al più presto una Scuola di giornalismo a Baghdad, ripristinato l'ordine politico ed amministrativo, per promuovere quel processo di democratizzazione della Nazione, assolutamente necessario nel quadro più complessivo di stabilizzazione dell'area medio-orientale;
che l'Iraq ha le caratteristiche per realizzare un progetto pilota per l'istituzione di una Scuola di giornalismo, che formi futuri insegnanti che possa far germogliare pace e libertà, favorendo un diffuso interscambio culturale,
impegna il Governo:
ad istituire una Scuola di giornalismo a Baghdad, che crei nuovi poli di comunicazione nell'area medio-orientale e costituisca occasione di sviluppo di una reale e tangibile opportunità di democrazia per quella popolazione, con evidente ricaduta positiva d'immagine a livello internazionale per le nostre Istituzioni ed il nostro Paese;
a garantirvi un'adeguata presenza femminile, al fine di rafforzare e sviluppare il carattere di laicità democratica del progetto, per la prevedibile positiva sua incidenza sul tessuto sociale iracheno;
a prevedere la creazione di un sito web –vero e proprio giornale on line-, quale tramite tra le istanze emerse durante i corsi ed il resto del mondo, in un moderno approccio alle tecnologie avanzate di gestione dell'informazione;
a favorire la possibilità di "cooperazione plurale" tra personalità e realtà rappresentative del giornalismo del nostro Paese e dell'Iraq, per assicurare un proficuo scambio d'informazione nel lungo termine.