Pubblicato il 29 giugno 2011
Seduta n. 575
DI GIOVAN PAOLO , PINOTTI , CARLONI , PASSONI , DE SENA , SOLIANI , MARINO Ignazio , ANTEZZA , CECCANTI , PERDUCA , PORETTI , CAROFIGLIO , MAGISTRELLI , TOMASELLI , FERRANTE , VITA , ADAMO , MAZZUCONI , DE LUCA - Ai Ministri della giustizia, del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
la Direzione della casa di reclusione di Roma Rebibbia rivela ai datori di lavoro dei detenuti, con una comunicazione del 18 giugno 2011, l'esaurimento del budget destinato agli sgravi fiscali e contributivi per l'anno 2011 previsti dalla legge n. 193 del 2000 (cosiddetta legge Smuraglia) per l'assunzione dei detenuti;
il dettato normativo e costituzionale considera il lavoro carcerario uno degli elementi fondamentali del trattamento rieducativo;
la legge Smuraglia è uno degli strumenti per rompere l'isolamento del mondo penitenziario e ha finora favorito e agevolato molti datori di lavoro intenzionati ad assumere ed occupare i detenuti;
vi è una viva preoccupazione delle cooperative sociali che nei mesi e negli anni passati hanno ideato e realizzato specifici progetti per l'inserimento lavorativo di detenuti e che in buona parte, con la mancanza del finanziamento della normativa in questione, non sarebbero più realizzabili;
la mancanza di tali fondi vanifica il percorso lungo e tortuoso che da anni, dall'applicazione della riforma Gozzini (di cui alla legge n. 663 del 1986), ha portato al recupero sociale civile e professionale di moltissimi detenuti che altrimenti sarebbero stati con facilità riassorbiti dal circuito criminale e delinquenziale;
come ha più volte sottolineato il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo con precedenti interrogazioni, nelle carceri italiane le condizioni detentive sono incompatibili con il rispetto della dignità umana a causa della drammatica e insostenibile condizione di sovraffollamento, e la mancanza di fondi che promuovono il reinserimento sociale va ad aggravare una situazione al limite del sopportabile,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della gravità di tale situazione e se intendano intervenire, per quanto di competenza, anche in via normativa, per far sì che venga ripristinato il finanziamento previsto dalla legge n. 193 del 2000.