Pubblicato il 28 gennaio 2003
Seduta n. 316
FABRIS. - Al Ministro per l'innovazione e le tecnologie. -
Premesso:
che durante la campagna elettorale 2001 il Governo ha indicato questo Ministero come quello che avrebbe realizzato una pubblica amministrazione più moderna in forza del principio in base al quale la "digitalizzazione" dei servizi, il progresso della tecnologia e la disciplina della comunicazione sono le componenti fondamentali di una evoluzione del rapporto fra Stato democratico e cittadini;
che il Governo, così auspicando la trasformazione della pubblica amministrazione con le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, ha previsto tra i suoi obiettivi la realizzazione di un modello di e-government che avrebbe restituito centralità ai cittadini nella fornitura di servizi moderni e avrebbe ridotto i costi degli adempimenti burocratici;
considerato:
che il documento di bilancio di previsione per il 2003 della Presidenza del Consiglio prevede per questo Ministero un'evidente diminuzione di risorse rispetto agli stanziamenti previsti per il 2002;
che tale diminuzione si sostanzia nel passaggio, non indifferente, da 277,36 milioni di euro previsti nel 2002 a 6 milioni di euro previsti per il 2003;
che l'art.26 della Legge finanziaria 2003 istituisce un fondo per il finanziamento dei progetti di innovazione tecnologica nelle pubbliche amministrazioni e nel Paese con una dotazione di 100 milioni di euro e le relative risorse sono rinvenibili nell'ambito del bilancio dello Stato;
che lo stesso articolo, qualora la summenzionata dotazione non venga affidata alla gestione di questo Ministero ma a quella del Ministero dell'Interno per l'informatizzazione delle prefetture e degli uffici territoriali del Governo, prevede comunque per questo Ministero una dotazione di 25 milioni di Euro;
che per diverse finalità e soprattutto quelle del progetto "PC ai giovani" il Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie può disporre di eventuali economie di spesa che derivano da un fondo istituito per l'analogo progetto nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze;
che nonostante l'esistenza di altre fonti di finanziamento si può evincere, con tutta chiarezza, che questo Ministero ha subito una riduzione di fondi del tutto inaspettata;
che, inoltre, l'entrata in vigore del decreto legge n.194/2002, il cosidetto "blocca spese", produce degli effetti costrittivi nell'esercizio dell'autonomo potere di gestione e di spesa da parte dei dirigenti della pubblica amministrazione;
che, in definitiva, si assiste ad un continuo e persistente taglio delle risorse per la pubblica amministrazione, che, nonostante tutto, questo Governo continua a far assurgere a strumento fondamentale per il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica,
si chiede di sapere:
come giudichi il Ministro in indirizzo una manovra finanziaria che taglia in toto le disponibilità di interi capitoli di spesa, a fronte delle quali i dirigenti delle pubbliche amministrazioni avevano già contratto degli obblighi rilevanti;
se la manovra finanziaria che si impone a questo Ministero comporti solo un differimento nell'erogazione delle spese che assicurano la messa a punto di determinati servizi o se si tratti ancora di un differimento nell'erogazione delle spese stesse all'esercizio successivo;
se il Ministro non ritenga che l'avvenuta diminuzione delle risorse cui è sottoposto, oltre ad incidere sulla contrazione delle spese della pubblica amministrazione, incida soprattutto sul mancato rispetto da parte del Governo del principio di annualità del bilancio dello Stato.