Atto n. 4-01818

Pubblicato il 23 luglio 2009
Seduta n. 243

NESPOLI - Al Ministro dell'interno. -

Premesso che:

il 15 aprile 2009, negli uffici della Prefettura di Napoli, presieduta dal prefetto Pansa, si è svolta una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica con la partecipazione, tra gli altri, del Questore dottor Giuffrè, del generale Maruccia, Comandante provinciale dei Carabinieri, del generale Mainolfi, Comandante provinciale della Guardia di finanza, con il seguente ordine del giorno “Comune di Frattamaggiore - situazione di illegalità all’interno dell’area Mecdab - Lettera del Sindaco”;

in questa riunione il comitato ha potuto prendere atto che la società Mecdab group dopo aver acquistato un’area nel comune di Frattamaggiore (Napoli), ritenuta dismessa dal piano regolatore generale, ha posto in essere al suo interno una serie di attività produttive svolte tutte abusivamente, senza cioè alcuna autorizzazione prevista dalla normativa di settore, protetti dalla recinzione ed anche da un impianto di videosorveglianza;

il comitato ha potuto, altresì, apprendere che nonostante i ripetuti provvedimenti volti al ripristino della legalità adottati dall’amministrazione comunale di Frattamaggiore (a cui la società ha avanzato invano ricorsi dinanzi al tribunale amministrativo di primo e secondo grado, tutti rigettati perché ritenuti infondati), in quest'area la Polizia municipale non riesce a far rispettare l’ordinanza dirigenziale del 13 ottobre 2008 emanata dal dirigente dell’ufficio S.U.A.P. che impone la chiusura immediata di 21 aziende che invece operano ancora in un contesto di totale illegalità, prive anche di autorizzazione igienico-sanitaria e di sicurezza;

le massime autorità presenti assumevano ancora, da un’informativa del maggiore Liguori, Comandante della locale Polizia municipale, che addirittura personale del Comando di Polizia municipale nel tentativo di far rispettare la legge, veniva minacciato e messo nell'impossibilità di espletare il proprio compito, tanto che, a tutt’oggi, tali aziende continuano ancora ad operare in regime di totale illegalità, esponendo a seri rischi anche i lavoratori lì occupati;

nonostante tale palese situazione di ripetuta illegalità, il comitato decideva di soprassedere ad ogni obbligatoria azione consequenziale, limitandosi ad auspicare, invece, una soluzione “concordata” tra il Comune e la società per “salvaguardare il livello occupazionale”;

l'interrogante è a conoscenza del fatto che quanto qui evidenziato è fedelmente riportato nel verbale n. 16 del 2009, redatto dal segretario Dello Iacono,

si chiede di sapere quale sia la valutazione del Ministro in indirizzo del comportamento teso a giustificare la presenza di ben 21 aziende produttive che operano ancora “in situazione di illegalità” assunto anche dai massimi vertici provinciali delle Forze dell’ordine, unitamente al Prefetto di Napoli, che si sono ad avviso dell'interrogante resi di fatto acquiescenti ad una palese, nonché tuttora in atto, violazione di leggi e se non ritenga invece di dover adottare opportune urgenti iniziative per ricondurre tale parte del territorio della Provincia di Napoli in un alveo di ritrovata legalità, accertando e punendo le condotte tenute in palese violazione delle leggi, infondendo così tra i cittadini, con i fatti, fiducia vera nello Stato e nei suoi massimi vertici che lo rappresentano sul territorio.