Pubblicato il 19 marzo 2009
Seduta n. 176
LUSI , FINOCCHIARO , ZANDA , GARAVAGLIA Mariapia , ANDRIA , LEGNINI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per i rapporti con le Regioni. -
Premesso che:
le comunità montane ricevono trasferimenti erariali da parte dello Stato, sulla base di quanto dispone il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, sotto forma di contributi ordinari, contributi consolidati, fondo sviluppo investimenti;
per l’anno 2008, l’importo di detti contributi è stato determinato secondo le disposizioni, di cui alla legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per il 2008), prevedendo, rispetto all’anno 2007, una riduzione per l’anno 2008 del fondo ordinario di 30,4 milioni di euro e per l’anno 2009, 66,8 milioni di euro;
la medesima legge, all’articolo 2, ha contestualmente previsto l’intervento delle regioni, le quali avrebbero dovuto provvedere, entro il 24 giugno 2008, con proprie leggi, al riordino delle comunità montane, in modo da ridurre, a regime, la spesa corrente, nella misura di un terzo del fondo ordinario assegnato, prevedendo, in caso di mancata attuazione, alcuni effetti surrogatori dello Stato;
nel frattempo, il decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, all’articolo 76, comma 6-bis, dispone l’ulteriore riduzione dei trasferimenti erariali alle comunità montane, nella misura di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009, 2010, 2011, intervenendo prioritariamente sulla comunità montane con altitudine media inferiore a 750 metri sul livello del mare;
a quanto risulta agli interroganti l’ammontare complessivo dei tagli comporta gravissimi problemi a questi enti, i quali, vivendo quasi esclusivamente di finanza derivata, non potranno, già dal corrente anno, assicurare il pagamento degli stipendi al personale e sostenere le spese di funzionamento, oltre alla cessazione immediata di tutti quei servizi essenziali, che essi svolgono, in forma associata, per conto dei piccoli comuni di montagna;
non essendo in grado di pareggiare i propri bilanci, di fatto, questi enti rischiano la chiusura, con conseguente dissesto finanziario. Si tratta di circa 5.000 mila posti di lavoro a rischio, non essendo, al momento, rinvenibile nelle disposizioni normative fino ad oggi emanate, alcuna forma di ricollocazione, sia in ambiti regionali che nazionale;
il 3 dicembre 2008 il Governo ha accolto alla Camera dei deputati l'ordine del giorno 9/1891/71 nel quale si impegnava a valutare l’opportunità di spostare risorse dal Fondo nazionale per la montagna al Fondo ordinario delle comunità montane;
entro il 31 marzo 2009 le comunità montane debbono presentare il bilancio di previsione 2009. Eppure ad oggi, il Governo non ha ancora reso noti i trasferimenti erariali verso le comunità montane,
si chiede si sapere:
quando il Governo intenda presentare i dati sui trasferimenti erariali verso le comunità montane necessari per la compilazione del bilancio di previsione per il 2009;
quando il Governo intenda spostare le risorse dal Fondo nazionale per la montagna al Fondo ordinario delle comunità montane secondo l'impegno assunto con il richiamato ordine del giorno 9/1891/71 del 3 dicembre 2008;
quali provvedimenti il Governo abbia intenzione di adottare in caso di mancata approvazione del bilancio di previsione ed in presenza di contestuale ed oggettiva impossibilità da parte degli enti di poter reperire le risorse necessarie alla copertura del disavanzo;
in che modo e dove si intendano ricollocare i circa 5.000 dipendenti nel caso di chiusura degli enti;
quali iniziative si intendano adottare in caso di inerzia o di oggettive difficoltà ad intervenire nel caso di chiusura degli enti in questione da parte delle regioni.