Pubblicato il 8 luglio 2008, nella seduta n. 32
BERSELLI - Al Ministro degli affari esteri. -
Premesso che:
la Croazia è tornata a rivendicare, al di fuori del diritto internazionale e di ogni logica, la pretesa di avere una vasta area marina sotto la propria sovranità nello specchio di mare (internazionale) antistante le sue coste;
già nel 2004 tentò di imporre la suddetta area “protetta” e solo dopo un intenso lavoro diplomatico, e grazie all’intervento del Governo italiano e della Unione europea, la Croazia “concesse” una moratoria fino al 31 dicembre 2007;
nel frattempo, l’Italia non ha messo in atto alcuna iniziativa per affrontare e risolvere la questione, nonostante le associazioni della pesca italiana, fin dai mesi di settembre e ottobre 2007, avessero già sollecitato il Governo Prodi ad avviare le opportune trattative con Zagabria sull'eventuale creazione di una zona di protezione ittico-ambientale in alto Adriatico che non impedisse, di fatto, ogni attività ai pescherecci italiani;
ad opinione dell'interrogante, gravissime sono le difficoltà che l’atteggiamento ostile e le pretese di Zagabria provocano al comparto economico della pesca sul quale si fonda il lavoro e l’economia di molte famiglie romagnole, in particolare riminesi. Senza contare che, anche chi ha mezzi idonei a pescare più a largo, si vede costretto a sfruttare le acque costiere, già abbondantemente sfruttate dalla piccola pesca;
sono intervenute al riguardo la deliberazione del Consiglio provinciale di Rimini e l’ordine del giorno approvato il 28 giugno 2008 dal Consiglio comunale di Montefiore Conca (Rimini),
l'interrogante chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario ed urgente giungere ad una intesa col Governo croato affinché venga ripristinato lo stato di diritto internazionale ed i pescatori italiani possano svolgere senza timore il loro lavoro in acque internazionali senza la minaccia delle navi croate;
quali ulteriori urgenti iniziative intenda adottare al riguardo.