Atto n. 3-01173 con carattere d'urgenza

Pubblicato il 28 maggio 2024, nella seduta n. 194

SENSI, ALFIERI, BASSO, BAZOLI, CAMUSSO, D'ELIA, FINA, FRANCESCHELLI, FURLAN, GIACOBBE, IRTO, LA MARCA, MALPEZZI, MANCA, MARTELLA, MISIANI, NICITA, PARRINI, RANDO, ROJC, ROSSOMANDO, TAJANI, VALENTE, VERDUCCI, VERINI, ZAMBITO, ZAMPA - Al Ministro dell'interno. -

Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti:

il 23 maggio 2024 tre giornalisti, la videomaker collaboratrice de “Ilfattoquotidiano.it” Angela Nittoli, il fotografo del “Corriere della Sera” Massimo Barsoum, e il videomaker freelance Roberto Di Matteo, sono stati fermati dalla DIGOS, mentre stavano andando a documentare un blitz degli attivisti di “Ultima generazione” nei pressi del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;

i giornalisti sarebbero stati fermati per strada, si sarebbero identificati alle forze di sicurezza come cronisti (peraltro avevano con sé attrezzatura per effettuare riprese video) e, a quanto riportato dalle loro testimonianze, sarebbe stato loro impedito di utilizzare il cellulare;

portati al commissariato di Castro Pretorio per essere perquisiti, nonostante si fossero offerti di mostrare seduta stante al momento del loro fermo i contenuti di borse e zaini in cui era riposta l'attrezzatura, due dei tre giornalisti avrebbero subito anche una perquisizione personale;

ai tre giornalisti sarebbe stato impedito di filmare quanto stava accadendo al momento del loro fermo;

tutti e tre, nella ricostruzione della Federazione nazionale della stampa italiana, sarebbero stati lasciati ad aspettare il turno di identificazione in una cella di sicurezza con la porta aperta, ma presidiata dalla polizia, nonostante avessero chiesto di poter essere spostati in sala d'attesa;

la giornalista Nittoli sarebbe stata addirittura costretta ad andare in bagno con la porta aperta;

questo caso, secondo la denuncia del sindacato dei giornalisti, è il terzo in pochi mesi;

dopo i casi verificatisi a Messina e a Padova, la FNSI e l’Ordine dei giornalisti avevano chiesto un incontro con il ministro dell'Interno, nel corso del quale il Ministro aveva escluso che ci fosse un particolare modus operandi della polizia riguardante le verifiche e i controlli sui giornalisti che seguono gli atti di protesta di “Ultima generazione”,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo, nonostante le spiegazioni fornite ai rappresentanti del giornalismo e alle associazioni di categoria, possa ancora affermare, alla luce del gravissimo episodio riportato in premessa, l’inesistenza, negata dai fatti, di procedure volte a identificare i giornalisti che documentano simili episodi di cronaca, impedendo loro il diritto e il dovere di svolgere liberamente la professione, secondo quanto sancito dall’articolo 21 della Costituzione;

se siano state adottate misure sanzionatorie nei confronti degli agenti che hanno operato un simile abuso, indegno di un Paese democratico, nei confronti di giornalisti impegnati a svolgere attività di informazione;

se il Ministro non ritenga che la libertà di informazione, tutelata dalla Costituzione e dal nostro ordinamento, sia stata negata e sia messa seriamente a repentaglio dal reiterarsi, da parte delle forze di sicurezza, di episodi caratterizzati da modalità operative assolutamente estranee ad uno Stato democratico.