Atto n. 3-01090

Pubblicato il 23 aprile 2024, nella seduta n. 182

MARTELLA, FRANCESCHELLI, GIACOBBE, GIORGIS, MANCA, CAMUSSO, BASSO, FURLAN, PARRINI, IRTO, LOSACCO, DELRIO, VERINI, VERDUCCI, RANDO, VALENTE, ROSSOMANDO, ZAMPA, SENSI, ZAMBITO, MALPEZZI, NICITA, TAJANI, FINA, D'ELIA, ALFIERI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

nella recente pubblicazione di ISTAT, relativa ai conti trimestrali dei settori istituzionali del IV trimestre 2023, viene riportato che la propensione al risparmio delle famiglie italiane ha toccato il valore più basso mai registrato dal 1995, peggiore anche di quello del 2012 quando si manifestò la crisi del debito, con una caduta dal 7,8 per cento del 2022 al 6,3 per cento del 2023;

secondo l’ISTAT, la dinamica più sostenuta della spesa per consumi finali delle famiglie (6,5 per cento in più, pari a 74,6 miliardi di euro in più) rispetto al reddito disponibile ha determinato, nel 2023, la consistente ed ulteriore riduzione della quota di reddito destinata al risparmio;

sulla riduzione dei redditi degli italiani ha influito anche l’aumento delle imposte correnti pagate dalle famiglie: 24,6 miliardi di euro (10,7 per cento in più rispetto al 2022) per la crescita dell’IRPEF (10,2 per cento in più) e delle ritenute sui redditi da capitale e sul risparmio gestito (23 per cento in più) per cui “il saldo degli interventi redistributivi nel 2023 ha sottratto alle famiglie 118,8 miliardi di euro”, pari a 16,5 miliardi in più rispetto al 2022;

la pressione fiscale registrata nel quarto trimestre 2023 è stata pari al 50,3 per cento, segnando un aumento di 1,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;

in tale contesto di difficoltà, nelle medie ISTAT è contenuto l’ancora più preoccupante fenomeno di indebitamento che interessa la fascia giovanile della popolazione e che si caratterizza per la combinazione di diversi fattori quali i bassi salari, la precarietà occupazionale, l’elevato costo della prima casa e dei mutui per acquistarla o nell’eccesso di ricorso al sistema buy now and pay later. Per molti giovani questa situazione si traduce in una necessaria permanenza prolungata nel nucleo familiare d’origine e una ridotta, se non nulla, propensione al risparmio;

considerato che:

la capacità di spesa degli italiani, per come riportato nel documento, si è ridotta dello 0,5 per cento a causa del forte aumento dei prezzi al dettaglio;

nel quadro di generale peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie vanno poi inseriti anche i recenti dati sulla povertà, che al netto dell’inflazione, nel 2023, segnalavano una diminuzione in termini reali della spesa delle famiglie del 10,5 per cento rispetto al 2014;

l’Esecutivo ha deciso di non rinnovare gli sconti su carburanti e bollette della luce e del gas puntando invece su misure a giudizio degli interroganti velleitarie e demagogiche come il carrello antinflazione. Proprio in questi giorni si assiste ad una nuova fase di preoccupante incremento dei prezzi dei carburanti, con picchi oltre i 2,5 euro al litro, che si ripercuoterà inevitabilmente sull’incremento dei prezzi sui beni primari, a partire da quelli alimentari;

tenuto conto che:

l’equilibrio tra reddito e risparmio è da considerare come barometro della salute economica del Paese e delle famiglie e i dati aggregati della rilevazione ISTAT devono far riflettere sugli effetti in termini di stabilità finanziaria delle famiglie e sulle implicazioni per l’economia nazionale nel suo complesso, non soltanto nel breve periodo ma anche sul medio lungo periodo;

su tali aspetti il Governo non ha finora adottato misure di politica economica adeguate ad invertire una tendenza che vede una preoccupante riduzione sia del reddito disponibile sia della propensione al risparmio da parte delle famiglie italiane, a livelli mai raggiunti nel corso degli ultimi 30 anni,

si chiede di sapere:

quali iniziative si intenda assumere al fine di limitare e circoscrivere maggiormente gli effetti del carovita, a partire almeno dai costi dei carburanti, e per sostenere i consumi evitando l’erosione costante del risparmio delle famiglie italiane;

se non si ritenga necessario dare seguito ad interventi immediati volti a correggere gli effetti del fiscal drag e a ridistribuire le conseguenti maggiori entrate a beneficio delle fasce di reddito più basse e dei giovani;

quali misure si intenda adottare, e in che tempi, per sostenere e accrescere l’autonomia finanziaria da parte della popolazione più giovane e per correggere quei fattori che determinano la difficoltà dei giovani ad accumulare risparmi e ad accedere alla prima casa d’abitazione.