Pubblicato il 12 marzo 2024, nella seduta n. 167
FURLAN, NICITA, RANDO, ZAMPA, CAMUSSO, BASSO, BAZOLI, D'ELIA, DELRIO, FINA, FRANCESCHELLI, GIORGIS, LA MARCA, MALPEZZI, MANCA, MARTELLA, PARRINI, ROJC, ROSSOMANDO, SENSI, TAJANI, VALENTE, VERDUCCI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. -
Premesso che a quanto risulta agli interroganti:
nel comune di Paternò (Catania), città di circa 48.000 abitanti, ci sono oltre 500 lavoratori stranieri impiegati nel settore agricolo per la raccolta stagionale. Di questi circa 150 trovano alloggio all’interno della cosiddetta baraccopoli di Ciappe Bianche, vivono in alloggi di fortuna ed in condizioni igienico sanitarie allarmanti;
nel “triangolo” Paternò, Adrano, Biancavilla ci sono 5.000 operatori del settore agrumicolo, residenti, esclusi da qualsiasi forma di tutela e almeno 2.000 lavoratori stranieri che operano nella zona senza alcun contratto (dati estratti dal documento “Strategia d’Area val Simeto- Strategia Nazionale Aree Interne”);
il rapporto sulle AgroMafie (anno 2015), a cura della Fondazione “Placido Rizzotto”, che identifica le aree a più alta intensità mafiosa sullo sfruttamento della manodopera, indica la città di Paternò tra le aree con conclamata presenza di lavoro gravemente sfruttato nel settore agroalimentare;
come denunciato a più riprese dalle autorità e dai rappresentanti sindacali, i cittadini stranieri che trovano alloggio all’interno della baraccopoli sono vittime del caporalato, costretti a turni massacranti per paghe inadeguate;
nei giorni scorsi una delegazione della CISL ha fatto visita a Ciappe Bianche, tornando a chiedere “l’immediato trasferimento dei lavoratori in alloggi in cui siano assicurate condizioni di vita e di igiene adeguate”;
in data 4 febbraio 2024, a Paternò è stato ucciso un lavoratore marocchino da un proprio connazionale, sembrerebbe, dalle prime indagini svolte, per motivi legati a debiti;
entrambi i connazionali vivevano nella baraccopoli di Ciappe Bianche;
in data 27 febbraio 2024, il sindaco di Paternò, Antonino Naso, ha firmato un’ordinanza di sgombero della baraccopoli, atto che fa seguito ad un controllo accurato svolto dai Carabinieri all’interno dell’area;
in seguito all’ordinanza sindacale di sgombero, si sono verificati in città continui episodi di violenza;
per ultimo, in data 2 febbraio 2024, un uomo nordafricano è stato accoltellato ed è ricoverato in ospedale in condizioni serie, e, da quanto appreso dalla stampa, è rimasto vittima di una spedizione punitiva di un gruppo di uomini, muniti di bastoni e coltelli, con l’obiettivo di liberare un immobile occupato,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative intenda adottare al fine di garantire ai lavoratori stranieri di Paternò adeguate condizioni di vita e di lavoro nel rispetto della normativa vigente in materia di sicurezza sul lavoro e di contrasto del caporalato.