Atto n. 4-07947

Pubblicato il 18 gennaio 2005
Seduta n. 722

DI GIROLAMO, ANGIUS, CHIUSOLI, BRUTTI PAOLO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle attività produttive. -

Premesso che:

il polo siderurgico ternano si caratterizza per la polisettorialità delle sue produzioni di assoluta eccellenza nei campi dell’acciaio inossidabile, del lamierino magnetico, dell’acciaio al titanio e dei fucinati;

il reparto dell’acciaio magnetico delle acciaierie ternane rappresenta un elemento strategico per il sistema economico italiano, in quanto unico produttore nazionale di lamierino magnetico, del quale il nostro Paese è il primo consumatore europeo;

il 17 giugno 2004, a fronte della forte mobilitazione seguita all’annuncio da parte della multinazionale tedesca della volontà di chiudere il reparto dell’acciaio magnetico, si è riunito il tavolo di concertazione tra la multinazionale Thyssen Krupp, il Governo, le rappresentanze sindacali e le istituzioni regionali e locali, per definire la vertenza;

in quella sede l'ingegner Giovanni Bertoni (allora Presidente del Comitato esecutivo dell'AST, ma recentemente rimosso da tale incarico) ha annunciato un piano industriale che si presentava nella sostanza assai confortante, teso al mantenimento e allo sviluppo del sito produttivo ternano nel suo complesso, prevedendo investimenti tanto nel settore dell’inossidabile quanto in quello degli acciai speciali;

contestualmente, le parti in oggetto si erano accordate per incontrarsi nuovamente presso la Presidenza del Consiglio entro un breve lasso di tempo, per la presentazione del Piano industriale da parte dell'azienda e per siglare gli impegni del Governo e delle istituzioni locali, finalizzati a migliorare i fattori localizzativi del sito ternano;

tale riunione non ha più avuto luogo e la Thyssen Krupp ha reso pubblica nel novembre scorso una nuova strategia industriale, che sconfessa gli impegni precedentemente assunti, annunciando la chiusura del reparto magnetico nel 2005 e la volontà di concentrare investimenti nella sola produzione di acciaio inossidabile;

la nuova strategia della multinazionale, oltre a mettere a repentaglio, nell’immediato, numerosi posti di lavoro nell’indotto e tra le aziende utilizzatrici di acciaio magnetico, indebolisce il sito produttivo ternano, con la scelta assai rischiosa della monoproduzione di acciaio inossidabile e depaupera il sistema industriale italiano;

il 6 dicembre 2004 le segreterie dei sindacati nazionali e territoriali hanno proclamato la mobilitazione dei lavoratori di tutto il gruppo AST e hanno comunicato la richiesta di convocazione immediata di un tavolo di confronto presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, come sollecitato anche dalla Presidente della Giunta regionale dell’Umbria a nome di tutte le istituzioni locali;

a fine dicembre la Presidenza del Consiglio ha riconvocato il tavolo di concertazione, in cui sembrava accantonato il piano di dismissione, e si è stabilita l’apertura di una nuova trattativa tra azienda e sindacati, che è iniziata il 6 gennaio, ma che si è subito arenata a seguito delle dichiarazioni del management della multinazionale, che ha rilanciato con nettezza la volontà inderogabile di concentrare gli investimenti sulla produzione di acciaio inossidabile, di chiudere la produzione di acciaio magnetico entro il settembre 2005 e di considerare marginali le produzioni di acciaio al titanio e di fucinati;

contestualmente i manager tedeschi hanno esplicitamente sconfessato il piano industriale presentato nel giugno 2004 dall'ingegner Bertoni, definendolo un'iniziativa individuale non rispondente alla reale volontà dell'azienda, e hanno affermato, secondo quanto riportato dalla stampa, che il Governo italiano fosse da tempo a conoscenza dell'intenzione della multinazionale di chiudere il reparto magnetico delle acciaierie ternane;

si è creata nella città di Terni una situazione di forte tensione sociale, derivante dal comportamento incoerente e provocatorio dell'azienda multinazionale, che rischia di andare a detrimento dell'ordine pubblico cittadino;

lo scorso 13 gennaio i lavoratori delle acciaierie hanno organizzato uno sciopero e una manifestazione di piazza a Terni, con blocco parziale della stazione ferroviaria, in cui è stata ribadita la volontà della parte sindacale e delle istituzioni locali di proseguire la trattativa presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, per difendere l'occupazione e ribadire la polisettorialità del sito siderurgico ternano,

si chiede di sapere:

se il Presidente del Consiglio e il Ministro in indirizzo siano consapevoli dell'indebolimento del tessuto produttivo italiano, derivante dalla chiusura dell'unico produttore di lamierino magnetico nel territorio nazionale;

quali siano i loro intendimenti circa l’opportunità di adottare misure, con la necessaria celerità, finalizzate a riaprire quanto prima il tavolo delle trattative e tutelare la siderurgia ternana e nazionale.