Atto n. 4-02472

Pubblicato il 22 dicembre 2009
Seduta n. 308

LANNUTTI - Al Ministro degli affari esteri. -

Premesso che:

Enrico Chico Forti, 50 anni, trentino, campione di windsurf e produttore televisivo e cineoperatore d’assalto, da quasi nove anni è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza sito nelle paludi delle Everglades in Florida. L'accusa è di omicidio di primo grado ai danni di Dale Pike, figlio di un albergatore di Ibiza (Spagna), Anthony John Pike;

in particolare Enrico Forti era a Miami all’epoca dell’omicidio dello stilista Versace e del suicidio del gigolo accusato dell'omicidio, Andrew Cunanan, e pensò di realizzare un filmato sulla morte di Cunanan avvalendosi della collaborazione di un investigatore della polizia di Miami. Dopo tre mesi dalla realizzazione de “Il sorriso della medusa” fu ucciso, con la stessa modalità di Versace e con un’arma dello stesso calibro, l’australiano Dale Pike;

quest'ultimo era figlio di un albergatore con cui il signor Forti era in affari ed era giunto a Miami, suo ospite, per fare una vacanza. A quanto risulta all'interrogante, Enrico Forti fu interrogato per rispondere dell’omicidio Pike senza l’assistenza di un legale. Diversi test (DNA e macchina della verità) provarono la sua estraneità all’omicidio, ma l’accusa suppose che fosse il mandante senza esibire alcuna prova, solo sospetti;

il magistrato Lorenzo Matassa ha scritto un interessante libro, a giudizio dell'interrogante con cognizione di causa, restando a dir poco sbalordito per come possa agire liberamente la giustizia negli Usa. Al processo sono state manipolate le testimonianze, costruite ad arte “prove circostanziali”, e fuorviata la giuria con false dichiarazioni;

Enrico Forti si è sempre proclamato innocente, perché la sua condanna è arrivata senza che ci fosse una sola prova. Ha tentato di tutto, con la sua famiglia e i suoi amici, per far riaprire il caso, ma negli Stati Uniti il processo d'appello è ammesso solo se vengono portati nuovi elementi e la giuria ha respinto la sua richiesta;

l'unica speranza che gli rimane è un intervento della Corte federale che decida di riaprire il processo,

si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza intenda assumere il Governo italiano al fine di intervenire presso le autorità degli Stati Uniti d'America per ottenere la riapertura del caso giudiziario Enrico Forti, permettendo alla difesa di portare i molti elementi a discarico emersi in questi anni, utili a dimostrare la sua estraneità al delitto attraverso il ricorso alla Corte federale, presentato dai legali dello stesso.