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25 marzo 2024 | Numero 46
Segnalazioni -> Eurostat
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Sanità

Tredici milioni di occupati nel settore sanitario e assistenziale

Nel 2021, il 7,4% di tutte le imprese classificate come "business economy" (cioè industria, costruzioni e servizi) nei Paesi UE era attiva nel settore sanitario e assistenziale, impiegando 13,1 milioni di persone, generando un valore aggiunto di 579,5 miliardi di euro e dichiarando un fatturato netto di 887,1 miliardi di euro.

Il contributo del settore sanitario al valore aggiunto della business economy varia da Paese a Paese. In media, nel 2021 era pari al 6,2% nell'UE. All'estremità superiore della scala, si attesta al 9,7% in Germania, all'8,8% nei Paesi Bassi e all'8,3% in Belgio.
L'Ungheria (1,5%), la Croazia (1,6%) e l'Irlanda (1,8%) si collocano all'estremità inferiore della scala.

In termini di occupazione, il contributo del settore è stato in media dell'8,4% nell'UE. I Paesi Bassi (18,8%), la Germania (14,7%) e il Belgio (14,3%) si collocano all'estremità superiore della scala. Romania (2,1%), Croazia (2,3%) e Ungheria (2,5%) nella fascia più bassa.

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Energia

Diminuiscono le importazioni di gas e petrolio

Nel quarto trimestre del 2023, l'UE ha importato 187,9 milioni di tonnellate di prodotti energetici, per un valore di 111,3 miliardi di euro. Rispetto allo stesso trimestre del 2022, le importazioni sono diminuite sia in valore (-34,2%) che in quantità (-11,7%).

Nel confronto tra il 2023 e il 2022, il valore dei prodotti energetici è diminuito del 35%, mentre il volume è calato del 9,4%. La variazione del valore delle importazioni è stata in gran parte determinata dal calo dei prezzi.

Nel 2023, il valore del gas naturale importato è diminuito del 52,2% rispetto al 2022, mentre il volume è diminuito del 16,1%. Il calo dei prezzi del gas naturale ha fatto seguito all'impennata dei prezzi registrata nel 2022, quando si è registrato un aumento del 200,4% del valore a fronte di una diminuzione dello 0,7% del volume importato.

La diminuzione del volume va vista nel contesto del piano di riduzione dell'UE, con il quale i Paesi dell'Unione si sono impegnati a ridurre il consumo di gas di almeno il 15%. Il piano, che inizialmente copriva il periodo dal 1° agosto 2022 al 31 marzo 2023, è stato prorogato al 31 marzo 2024.

Il calo dei prezzi del petrolio ha portato a una diminuzione del 17,2% del valore delle importazioni nel 2023 e a una diminuzione del 2,8% del volume. Anche nel 2022 i prezzi del petrolio sono aumentati e l'UE ha importato il 71,2% in più in valore per un aumento del 7,7% in volume rispetto al 2021.

La maggior parte delle importazioni di petrolio dell'UE nel quarto trimestre del 2023 proviene dagli Stati Uniti (17,0%), seguiti dalla Norvegia (13,1%) e dal Kazakistan (9,2%).
Più della metà del gas naturale allo stato gassoso proviene dalla Norvegia (53,4%). Segue l'Algeria con il 15,9%, davanti alla Russia (12,7%).
Gli Stati Uniti hanno fornito quasi la metà del gas naturale liquefatto importato (49,4%), davanti a Russia (13,0%) e Algeria (11,1%).

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Industria del legno

Mobili e carta: aumentano gli occupati

Nel 2022, 3,6 milioni di persone lavoravano in diversi settori della silvicoltura e dell'industria del legno nell'UE (411 mila con un'attività autonoma), con un aumento dell'1,4% rispetto al 2012. L'aumento dell'occupazione in questo settore è stato pari all'8,4% tra il 2012 e il 2022.

L'attività che ha occupato il maggior numero di persone è stata la fabbricazione di mobili, che ha registrato un totale di 1,1 milioni di occupati e 165 mila lavoratori autonomi. Dal 2012 al 2022, l'occupazione in questo settore è aumentata dello 0,9%.

Il secondo settore di occupazione è la fabbricazione di prodotti in legno e sughero diversi dai mobili e dalla fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio, con un milione di occupati e 138.000 lavoratori autonomi nel 2022, con un calo dello 0,4% rispetto al 2012.
Al terzo posto si colloca la fabbricazione di carta e prodotti di carta, con 638.000 occupati e 14.000 lavoratori autonomi, che ha registrato l'aumento più elevato di tutti, con il 10,6% dal 2012.
La silvicoltura e il disboscamento hanno registrato il minor numero di lavoratori con 446.000 occupati e 94.000 lavoratori autonomi, con un calo del 10,1% rispetto al 2012.

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