Testata
Periodico di informazione
sull'attività parlamentare,
link e segnalazioni

4 marzo 2024 | Numero 44
Temi e provvedimenti in Senato -> Giustizia
Giustizia

Collocamento fuori ruolo dei magistrati, ordinamento della magistratura, sequestro di strumenti elettronici, diffamazione a mezzo stampa e lite temeraria, intercettazioni di colloqui tra indagato e difensore, efficacia esecutiva dei pareri di congruità degli ordini professionali, attribuzione del cognome ai figli, inchiesta sulla comunità "Il Forteto", contrasto alla surrogazione di maternità, aggravante di sciacallaggio, valore degli immobili espropriati

Concluso l'esame in Commissione

Ordinamento della magistratura: parere favorevole con osservazioni

La scorsa settimana la 2a Commissione ha concluso l'esame dell'Atto del Governo n. 110, Schema di decreto legislativo sull'ordinamento della magistratura, avviato l'11 gennaio con la relazione del senatore Zanettin (FI-BP).

Il provvedimento interviene sulla disciplina delle funzioni dei Consigli giudiziari, con particolare riferimento ai presupposti per l'accesso in magistratura e alle valutazioni di professionalità dei magistrati. Si opera inoltre una rimodulazione dei criteri generali di valutazione e comparazione tra le candidature per quanto riguarda l'assegnazione degli incarichi direttivi e semidirettivi da parte del CSM.

Nella seduta del 27 febbraio, il relatore Zanettin ha proposto di esprimere un parere favorevole contenente l'osservazione, già emersa in sede di dibattito in Commissione, che sia valutata dal Governo l'introduzione della previsione di test psicoattitudinali per i candidati ai concorsi in magistratura prima dell'ingresso nella carriera. Nel dibattito che ne è seguito sono intervenuti, criticamente rispetto alla proposta di parere, le senatrici Rossomando (PD) e Lopreiato (M5S), a supporto della stessa i senatori Stefani (LSP) e Rastrelli (FdI), e preannunciando il voto di astensione del suo Gruppo il senatore Scalfarotto (IV), nonché in replica il Vice Ministro della Giustizia Sisto e il Presidente Bongiorno (LSP).

Nella seduta del 28 febbraio, la senatrice Lopreiato (M5S) ha presentato a nome del suo Gruppo una proposta di parere favorevole ma alternativa a quella del relatore, pubblicata in allegato al resoconto, sottolineando che la previsione dei test psicoattitudinali appare estranea ai principi di delega.
Il senatore Bazoli (PD) ha presentato a nome del suo Gruppo un parere alternativo, pubblicato in allegato al resoconto, contenente osservazioni sulla valutazione di professionalità del magistrato diverse da quelle indicate dal relatore. Il senatore Scalfarotto (IV), pur preannunciando il voto favorevole del suo Gruppo al parere proposto dal relatore, ha convenuto con il senatore Bazoli sul fatto che la Commissione avrebbe dovuto svolgere delle audizioni sui temi oggetto del parere, nonché sulla delicata questione dei test psicoattitudinali.
Sull'ordine dei lavori, sottolineando la necessità di un'istruttoria più approfondita sui temi oggetto del parere, sono intervenute le senatrici Rossomando (PD) e Lopreiato (M5S), nonché, in replica, i senatori Berrino (FdI), Ternullo (Fi-BP) e Stefani (LSP), chiedendo invece di procedere alla votazione della proposta del relatore Zanettin.

La Commissione ha quindi approvato il parere favorevole con osservazioni presentato dal relatore, pubblicato in allegato al resoconto, con la preclusione delle votazioni sui due pareri alternativi proposti.

La settimana scorsa la 2a Commissione ha svolto le seguenti attività:

  • Seguito dell'esame dell'Atto del Governo n. 107, schema di decreto legislativo sul collocamento fuori ruolo dei magistrati, avviato l'11 gennaio con la relazione del senatore Rastrelli (FdI).
    In attuazione della delega di cui alla legge n. 71/2022, il provvedimento introduce disposizioni volte a disciplinare e ridurre il collocamento fuori ruolo dei magistrati ordinari, amministrativi e contabili. Si definiscono i casi di obbligatorietà del collocamento fuori ruolo, che ricorrono a seguito di assunzione di incarichi che non consentano l'integrale svolgimento ordinario del carico di lavoro ovvero in caso di determinati incarichi negli uffici di gabinetto o ai vertici dei dipartimenti dei ministeri. Con specifiche eccezioni e deroghe, si stabilisce inoltre che il collocamento fuori ruolo possa essere autorizzato non prima di un determinato periodo di esercizio delle funzioni di magistrato, entro i limiti di specifici contingenti massimi e a condizione che l'incarico da conferire corrisponda a un interesse dell'amministrazione di appartenenza e non incida negativamente sui tempi di definizione dei procedimenti in situazioni di scopertura dell'organico.
    Nella seduta del 27 febbraio il Sottosegretario per la giustizia Delmastro Delle Vedove, dopo aver reso noto che sono ancora in corso i preannunciati approfondimenti da parte del Governo sulle tematiche emerse in sede di dibattito parlamentare, ha chiesto un ulteriore differimento dell'esame dell'atto, accordato dalla Commissione.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute convocate a partire da martedì 5 marzo alle 11.
  • Seguito dell'esame dei ddl n. 690 e n. 806, Disposizioni in materia di sequestro di strumenti elettronici, avviato in sede redigente il 1° agosto con la relazione del senatore Rastrelli (FdI), rimesso in sede referente l'11 ottobre.
    Le due proposte, rispettivamente di iniziativa del senatore Scarpinato (M5S) e dei senatori Zanettin (FI-BP) e Bongiorno (LSP), prevedono l'introduzione nel Codice di procedura penale di un articolo 254-ter volto a disciplinare il sequestro di cellulari, tablet e personal computer, al fine di contemperare le esigenze delle autorità inquirenti di acquisizione del materiale probatorio con la tutela del diritto alla privacy per quanto riguarda i dati personali degli indagati. Il 3 ottobre si è svolta la discussione generale e il ddl n. 806 è stato adottato come testo base della discussione. Il 9 novembre sono stati pubblicati gli emendamenti presentati. Il 15 febbraio il relatore ha presentato un emendamento integralmente sostitutivo del ddl n. 806. Nella seduta dell'Ufficio di Presidenza del 20 febbraio, si sono svolte le audizioni informali.
    Nella seduta del 27 febbraio, il Presidente ha informato la Commissione che sono stati presentati 62 subemendamenti all'emendamento 1.100 del relatore, pubblicati in allegato al resoconto. Il Vice Ministro della Giustizia Sisto ha quindi chiesto di poter procedere all'esame in tempi congrui. La Commissione ha convenuto.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute convocate a partire da martedì 5 marzo alle 11.
  • Seguito dell'esame dei ddl n. 81, n. 95, n. 466, n. 573 e n. 616, Diffamazione a mezzo stampa e lite temeraria, avviato in sede redigente il 22 marzo con la relazione del senatore Berrino (FdI) e rimesso in sede referente il 3 maggio.
    Obiettivo delle proposte è modificare la normativa sulla diffamazione per conseguire un diverso bilanciamento tra le esigenze di tutela delle persone offese e l'esercizio della libertà di informazione. Il 12, il 18 e il 26 aprile 2023 si sono svolte audizioni informali in Ufficio di Presidenza. La discussione generale è iniziata il 5 ottobre. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto l'8 novembre.
    Nella seduta del 27 febbraio, il Presidente Bongiorno (LSP) ha comunicato alla Commissione che sono stati presentati 93 emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto. Accogliendo la richiesta del Sottosegretario per la Giustizia Delmastro Delle Vedove di riaprire il termine per la presentazione di emendamenti, la Commissione ha convenuto di fissare il nuovo termine per mercoledì 13 marzo alle 12.
    Nell'ambito dell'esame congiunto, martedì 6 marzo alle 9.15 in sede di Ufficio di Presidenza sono previste ulteriori audizioni informali.
  • Seguito dell'esame del ddl n. 932, sulle intercettazioni tra l'indagato e il proprio difensore e proroga delle operazioni, avviato in sede redigente il 28 novembre con la relazione della senatrice Stefani (LSP) e rimesso in sede referente il 6 dicembre. Il termine per la presentazione di emendamenti è scaduto il 9 gennaio.
    Al fine di salvaguardare il diritto alla difesa in giudizio tutelato dall'articolo 24 della Costituzione, si propone la modifica degli articoli 103 e 267 del codice di procedura penale, per definire con precisione l'ambito di applicazione del divieto di intercettazione delle conversazioni tra l'indagato e il proprio difensore.
    Nella seduta del 27 febbraio, il Presidente ha comunicato che sono pervenuti 18 emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto, e ha fatto presente che, nel corso dell'esame in Commissione del ddl n. 808, già approvato dal Senato e ora all'esame della Camera, sono stati aggiunti due commi all'articolo 103 del codice di procedura penale che intervengono sul tema oggetto del presente ddl. Il senatore Zanettin, primo firmatario del testo, ha quindi proposto che, alla luce di tali modifiche, la Commissione disciplini con la proposta di legge n. 932 solo gli aspetti relativi alla proroga delle operazioni e alla distruzione delle conversazioni tra indagato e difensore erroneamente intercettate, temi estranei alle citate modifiche. La senatrice Bilotti (M5S) ha quindi illustrato gli emendamenti presentati dal suo Gruppo.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute convocate a partire da martedì 5 marzo alle 11.
  • Avvio della discussione in sede redigente del ddl n. 901, presentato dalla senatrice Stefani (LSP), Norme in tema di conferimento di efficacia di titolo esecutivo ai pareri di congruità emessi da ordini e collegi professionali.
    La proposta prevede un'estensione delle disposizioni della legge n. 49/2023, cosiddetta «legge sull'equo compenso», che consente ai professionisti di ottenere dai propri ordini o collegi professionali pareri di congruità aventi valore di titolo esecutivo, ma limitatamente ai rapporti professionali disciplinati con convenzioni stipulate esclusivamente con imprese bancarie o assicurative o con la pubblica amministrazione. Il ddl in oggetto prevede di estendere tale possibilità anche ai rapporti professionali intercorsi con clienti ordinari, quindi per la generalità delle prestazioni professionali, al fine di limitare la necessità ricorrere al giudice ordinario.
    Nella seduta del 27 febbraio, il senatore Rastrelli (FdI) ha svolto la relazine illustrativa.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute convocate a partire da martedì 5 marzo alle 11.
  • Audizione nell'ambito dell'esame dei disegni di legge nn. 2, 21, 131 e 918, Norme in materia di attribuzione del cognome ai figli, avviato l'11 gennaio con la relazione della senatrice Rossomando (PD).
    Le proposte prevedono modifiche alla disciplina civilistica sull'attribuzione del cognome al fine di garantire la parità tra i genitori, in linea con la recente giurisprudenza della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell'uomo.
    Le audizioni informali, avviate il 15 febbraio, sono proseguite nella seduta dell'Ufficio di Presidenza del 29 febbraio con l'intervento del Prefetto Teresa De Vito, Direttore generale della Direzione centrale per i servizi demografici, e Francesca Fucaloro, Area Director Zonta International (video).

Nelle convocazioni della 2a Commissione di questa settimana sono inoltre previste le seguenti attività.

  • Discussione del ddl n. 867, approvato dalla Camera dei deputati, sull'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità "Il Forteto", avviata congiuntamente alla discussione del n. 237 il 23 gennaio in sede redigente con la relazione della senatrice Campione (FdI), rimesso in sede deliberante il 22 febbraio.
    Già istituita nella precedente legislatura, la Commissione non ha approvato una relazione conclusiva sui fatti indagati, avvenuti nella comunità-cooperativa toscana, in merito a violenze, maltrattamenti e abusi sul lavoro. La proposta intende istituire anche nella legislatura corrente una Commissione bicamerale per completare il lavoro di accertamento delle eventuali responsabilità istituzionali nella gestione della comunità e degli affidamenti di minori. Il 7 febbraio la Commissione ha deliberato l'adozione del ddl n. 867, già approvato dalla Camera dei deputati, quale testo base della discussione. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 13 febbraio. Il 14 febbraio la Commissione ha concluso l'esame con il conferimento alla relatrice del mandato a riferire favorevolmente in Assemblea sull'approvazione del disegno di legge n. 867, nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati, con contestuale assorbimento del connesso ddl n. 237. Questa settimana è prevista la votazione finale del disegno di legge, che il 22 febbraio è stato riassegnato alla Commissione in sede deliberante.
  • Avvio della discussione congiunta in sede redigente dei ddl n. 824, approvato dalla Camera dei deputati, presentato dalla senatrice Varchi (Fdi) ed altri, n. 163, Gasparri (FI-BP), n. 245, Rauti (Fdi) ed altri, e n. 475 Romeo (LSP) ed altri, Norme in materia di contrasto alla surrogazione di maternità.
    Le proposte di legge intendono modificare l'art. 12 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, in materia di perseguibilità del reato di surrogazione di maternità, prevedendo, in caso di reato commesso all'estero, la punibilità del cittadino italiano secondo la legge vigente in Italia. Il ddl n. 163, in particolare, prevede la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro per chiunque realizzi, organizzi o pubblicizzi la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità, anche all'estero. Il ddl n. 475, invece, prevede la reclusione da quattro a dieci anni e la multa da 600.000 euro a 2 milioni di euro.
  • Seguito dell'esame del ddl n. 778 sull'introduzione della circostanza aggravante dello sciacallaggio, avviato in sede redigente il 22 novembre con la relazione del senatore Potenti (LSP) e rimesso in sede referente il 6 dicembre.
    La proposta prevede l'introduzione, all'articolo 625 del Codice penale che disciplina le aggravanti del reato di furto, di un comma aggiuntivo della circostanza nella quale il fatto sia commesso approfittando delle condizioni conseguenti a calamità naturali. Alla presenza di tale aggravante si ricollega inoltre la procedibilità d'ufficio del reato.
  • Seguito della discussione in sede redigente del ddl n. 954 sulla determinazione del valore dell'immobile espropriato, avviato il 14 febbraio con la relazione della senatrice Stefani (LSP).
    La proposta intende modificare l'articolo 568 del codice di procedura civile al fine di rendere la determinazione del valore degli immobili espropriati meno soggetta alla discrezionalità degli esperti nominati dal giudice, più coerente con la definizione di un importo proporzionato al valore reale del bene e più standardizzata a livello nazionale. Sono a tal fine richiamate nel testo le norme UNI di riferimento e i migliori standard estimativi nazionali.