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12 febbraio 2024 | Numero 41
Temi e provvedimenti in Senato -> Affari costituzionali, interni

Protocollo Italia-Albania in materia migratoria, elezioni del 2024, elezione diretta del Presidente del Consiglio, riparto di competenze legislative, diritto di voto in regione diversa da quella di residenza

La settimana scorsa la 1a Commissione ha svolto le seguenti attività:

  • Seguito dell'esame in sede referente, in Commissioni riunite con la 3a, del ddl n. 995, di ratifica del Protocollo Italia-Albania in materia migratoria, già approvato dalla Camera dei deputati, avviato il 31 gennaio con l'illustrazione dei senatori Dreosto (LSP), relatore per la 3a, e Lisei (FdI) per la 1a Commissione. L'accordo prevede l'equiparazione di determinate aree del territorio albanese agli hotspot e ai Centri di permanenza per il rimpatrio italiani disciplinati dal Testo unico sull'immigrazione. Su tali aree si eserciteranno quindi la giurisdizione del Tribunale di Roma e le competenze del Prefetto e del Questore di Roma nonché del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Nelle strutture sul territorio albansese saranno inoltre operativi un nucleo di polizia giudiziaria, uno di polizia penitenziaria e un ufficio di sanità marittima, aerea e di confine. I migranti fruiranno del diritto alla difesa rilasciando una procura speciale a distanza. I colloqui riservati con il difensore e la partecipazione di quest'ultimo alle udienze si svolgeranno con modalità di collegamento audiovisivo. Per la realizzazione delle strutture è prevista una generale clausola di deroga, in materia di contratti pubblici, ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, del codice delle leggi antimafia e dei vincoli inderogabili derivanti dall’appartenenza all'Unione Europea. Specifiche disposizioni disciplinano l'applicazione all'interno delle strutture delle leggi penali sostanziali e processuali italiane.
    Nella seduta del 6 febbraio (antimeridiana) delle Commissioni riunite il Presidente Craxi (FI-BP) ha comunicato che sono stati presentati 9 ordini del giorno e 152 emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto, che sono stati quindi illustrati. Sempre il 6 febbraio, in sede di Uffici di Presidenza delle Commissioni riunite, si è svolta l'audizione informale dell'ambasciatore d'Italia in Albania, Fabrizio Bucci. Nella seduta (notturna) le Commissioni riunite hanno ripreso l'esame del ddl procedendo alla votazione degli emendamenti, proseguita nelle sedute del 7 e dell' 8 febbraio. Come comunicato dal Presidente Balboni, sulle pagine web delle Commissioni 1a e 3a è stata pubblicata una memoria scritta inviata dall'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati (UNHCR).
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nella seduta delle Commissioni riunite di martedì 13 febbraio alle 11.
  • Seguito dell'esame in sede referente, avviato il 23 novembre con la relazione del Presidente Balboni, dei ddl costituzionali sull'elezione diretta del Presidente del Consiglio, n. 935, di iniziativa governativa, e n. 830, presentato da Matteo Renzi e altri senatori del Gruppo IV. Entrambe le proposte, al fine di raffozare la stabilità dei Governi, prevedono l'elezione del Presidente del Consiglio a suffragio universale e diretto, contestualmente all'elezione del Parlamento. I due ddl si differenziano invece per la disciplina di altri istituti come la votazione della fiducia e lo scioglimento delle Camere. La proposta governativa prevede inoltre l'abrogazione dei senatori a vita di nomina presidenziale, fatta salva la permanenza in carica di quelli già nominati e rimanendo immuate le disposizioni sull'assunzione della carica di senatore di diritto e a vita da parte dei Presidenti della Repubblica a fine mandato. Tra il 28 novembre e il 9 gennaio si sono svolte le audizioni informali. La discussione generale, avviata il 16, si è conclusa il 24 gennaio e nella stessa seduta la Commissione ha adottato il ddl costituzionale n. 935 come testo base della discussione. Il termine per la presentazione degli emendamenti e degli ordini del giorno è scaduto il 5 febbraio.
    Nella seduta del 6 febbraio il Presidente Balboni ha comunicato che il Governo ha presentato 4 emendamenti, che saranno pubblicati, insieme alle ulteriori proposte di modifica d'iniziativa parlamentare, in una prossima seduta. La Commissione ha poi fissato il termine per la presentazione di subemendamenti agli emendamenti del Governo alle 10 del 7 febbraio.
    Nella seduta del 7 febbraio, il Presidente Balboni (FdI) ha comunicato la presentazione di 1862 emendamenti d'iniziativa parlamentare e quattro emendamenti d'iniziativa governativa (2.2000, 3.2000, 3.0.2000 e 4.2000), pubblicati in allegato al resoconto. Sono stati inoltre presentati 800 subemendamenti agli emendamenti del Governo. Il senatore Giorgis (PD) è intervenuto incidentalmente sull'ordine dei lavori rilevando criticamente la vasta portata degli emendamenti del Governo e la scarsità del tempo concesso alle opposizioni per la presentazione dei relativi subemendamenti. Ha quindi sollecitato la Presidenza a non accelerare i tempi del dibattito e a concordare con tutti i Gruppi l'organizzazione dei lavori, per consentire i necessari approfondimenti e valutare un eventuale supplemento di audizioni. Alla richiesta si sono associati i senatori Magni (AVS), Musolino (IV) e Maiorino (M5S). Il senatore Lisei (FdI) e il Presidente Balboni hanno replicato sottolineando l'alto numero degli emendamenti e subemendamenti presentati dall'opposizione. Tale circostanza - hanno sostenuto - dimostra la congruità del tempo concesso nonché l'intento ostruzionistico dell'opposizione, che non può non essere considerato ai fini dell'organizzazione dei lavori. Il Presidente Balboni ha quindi annunciato il passaggio all'illustrazione degli emendamenti e ha tolto la parola ai senatori Giorgis, Magni e Parrini (PD), che protestavano per le modalità di conduzione del dibattito. Dopo una breve sospensione, la seduta è ripresa con l'illustrazione degli emendamenti.
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute convocate a partire da martedì 13 febbraio alle 14.
  • Seguito dell'esame in sede referente dei ddl costituzionali recanti Modifiche agli articoli 116 e 117 della Costituzione in materia di autonomia regionale e riparto di competenze legislative, n. 542, n. 744, avviato il 1° agosto con la relazione del senatore Della Porta (FdI), e n. 116, avviato il 2 maggio con la relazione del senatore Occhiuto (FI-BP).
    Le proposte hanno l'obiettivo di modificare l'attuale previsione costituzionale sul regionalismo differenziato da realizzare mediante intese tra Stato e Regioni approvate con legge ordinaria. La previsione, introdotta con la riforma costituzionale del 2001 e tuttora inattuata, è anche oggetto dei ddl n. 615 e abbinati, che mirano ad introdurre una legge ordinaria recante i principi generali e le procedure attuative per la stipulazione e attuazione delle intese. Le proposte nn. 542 e 744 mirano invece a modificare le disposizioni costituzionali per limitare la differenziazione delle autonomie regionali attuabile mediante le intese, in nome della salvaguardia dei principi di eguaglianza e di unità della Repubblica. Il ddl n. 116 è volto a modificare l'articolo 117 della Costituzione per assegnare in via esclusiva allo Stato la competenza in materia di tutela della salute, con l'obiettivo di superare la frammentazione dell'attuale sistema basato sui servizi sanitari regionali.
    Nella seduta del 6 febbraio, dopo gli interventi dei senatori Tosato (LSP) e Magni (AVS), si è conclusa la discussione generale iniziata il 10 gennaio. La Commissione ha quindi adottato come testo base il disegno di legge n. 744 e fissato alle 14 di giovedì 15 febbraio il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno.
  • Audizioni informali nell'ambito dell'esame congiunto del ddl n. 787, già approvato dalla Camera dei deputati, delega al Governo in materia di esercizio del diritto di voto in un comune situato in una regione diversa da quella del comune di residenza, e delle proposte di argomento affine n. 211 Gelmini (Az), n. 258 Floridia (AVS) ed altri, n. 302 Giorgis (PD) e altri, n. 354 Verducci (PD), e n. 799 Naturale (M5S), avviato il 30 gennaio con la relazione della relatrice Spinelli (FdI). La proposta presentata dalla deputata Madia (PD) e altri, esaminata alla Camera in trattazione congiunta con altri progetti di iniziativa parlamentare dichiarati assorbiti, ha l'obiettivo di consentire ai cittadini gravati da impedimenti per motivi di studio, lavoro, cure mediche o prestazione di assistenza familiare, di esercitare il proprio diritto in una regione diversa da quella del comune di residenza nelle cui liste elettorali risultino iscritti. Il 1° febbraio il ddl n. 787 è stato adottato come testo base della discussione. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 12 febbraio.
    L'8 febbraio, l'Ufficio di Presidenza ha ascoltato il Prefetto Angelo De Prisco, Direttore centrale per i Servizi elettorali e Vice Capo Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero dell'interno, e i rappresentanti di The Good Lobby, Comitato Iovotofuorisede, Consiglio nazionale degli studenti universitari e Azione universitaria (video).
    Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute convocate a partire da martedì 13 febbraio alle 14.

    Non sono previsti ulteriori argomenti in discussione nelle convocazioni della 1a Commissione di questa settimana.

Affari costituzionali, interni

Limite di mandati per i sindaci: abolito per i Comuni con meno di cinquemila abitanti

La scorsa settimana la Commissione Affari costituzionali ha proseguito l'esame in sede referente del ddl n. 997 di conversione in legge del decreto-legge n. 7/2024 in materia di consultazioni elettorali dell'anno 2024, avviato il 1° febbraio con la relazione del Presidente Balboni (FdI). Il provvedimento stabilisce che l'8 e il 9 giugno si terranno le elezioni per il Parlamento europeo, che potranno essere abbinate alle consultazioni amministrative e regionali eventualmente previste per gli enti territoriali. Viene inoltre abolito il limite di mandati per i sindaci dei Comuni con meno di 5.000 abitanti mentre per quelli tra i 15.000 e i 5.000 il limite viene ampliato da due a tre mandati. Ulteriori disposizioni disciplinano la revisione delle anagrafi della popolazione residente e la determinazione della popolazione legale. Il termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno è scaduto il 12 febbraio.
Nella seduta del 6 febbraio, si è svolta la discussione generale. Sono intervenuti i senatori Magni (AVS), Cataldi (M5S), Gelmini (Az) e Della Porta (FdI), nonché, in replica il relatore Balboni e il sottosegretario per l'interno Wanda Ferro. A discussione conclusa, il senatore Parrini (PD) ha preannunciato la presentazione di un emendamento volto a chiarire l'applicazione del provvedimento nel caso dei Comuni con meno di 15.000 abitanti e con lo status di capoluogo di provincia.
Il seguito dell'esame è previsto questa settimana nelle sedute convocate a partire da martedì 13 febbraio alle 14.