SENATO DELLA REPUBBLICA
-------------------- XVIII LEGISLATURA --------------------


13a Commissione permanente
(TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI)


162ª seduta: giovedì 24 settembre 2020, ore 8,45


ORDINE DEL GIORNO


IN SEDE DELIBERANTE

Seguito della discussione del disegno di legge:
FERRAZZI ed altri. - Disposizioni per favorire i processi di riciclaggio del polietilentereftalato utilizzato negli imballaggi per alimenti - Relatore alla Commissione MIRABELLI
(Pareri della 1a, della 5a, della 10ª e della 12ª Commissione)
(1745)

IN SEDE REDIGENTE

Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge:
1. Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell'economia circolare ("legge SalvaMare") (Approvato dalla Camera dei deputati)
(Pareri della 1a, della 5a, della 6a, della 7a, della 8ª, della 9ª, della 10a, della 14a Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)
(1571)
2. MANTERO ed altri. - Modifiche al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per il recupero di rifiuti in mare
(Pareri della 1a, della 2a, della 5a, della 9ª e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)
(674)
3. Patty L'ABBATE ed altri. - Disposizioni per prevenire e ridurre i rifiuti in plastica per la tutela degli ecosistemi terrestri e marini
(Pareri della 1a, della 2a, della 5a, della 6a, della 10a, della 11a, della 14a Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)
(1133)
4. IANNONE ed altri. - Disposizioni per il recupero dei rifiuti solidi dispersi in mare e per la protezione dell'ecosistema marino
(Pareri della 1ª, della 5ª, della 6ª, della 8ª e della 9ª Commissione)
(1503)
5. Virginia LA MURA. - Disposizioni in materia di gestione ecosostenibile delle biomasse vegetali spiaggiate ai fini della tutela dell'ecosistema marino e costiero
(Pareri della 1ª, della 5ª, della 7ª, della 14ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)
(1822)
- Relatrice alla Commissione LA MURA

PROCEDURE INFORMATIVE

Interrogazioni

INTERROGAZIONI ALL'ORDINE DEL GIORNO


MANTOVANI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

negli ultimi 10 anni, si sono susseguite numerose piene del fiume Secchia, che hanno provocato gravi conseguenze sul territorio modenese e numerosi disagi alla popolazione locale;

tra le piene più tragiche si cita quella del gennaio 2014, in cui si verificò anche una vittima, e del dicembre 2017, quando l'esondazione del fiume provocò l'allagamento delle zone circostanti e danni agli agricoltori e imprenditori locali;

considerato che:

a quanto risulta all'interrogante, l'Autorità di bacino distrettuale del Fiume Po e l'Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo) hanno classificato tali piene, che si verificano con drammatica periodicità, come di minore entità;

secondo quanto denunciato da alcuni comitati locali di salute pubblica, i finanziamenti per garantire la completa messa sicurezza in caso di piene medie o maggiori del Secchia non sarebbero sufficienti;

la capacità dell'attuale cassa di espansione, realizzata negli anni '70, risulta insufficiente anche per le piene medie e in caso di piene grandi si rischia il cedimento degli argini in terra;

in particolare, per le piene grandi non sarebbero neanche stati realizzati i progetti per aumentare la portata del fiume da associare ai lavori sulla cassa di espansione, né per la sicurezza di pozzi e falde acquifere;

rilevato che:

il territorio modenese è da sempre caratterizzato da numerose attività industriali e culturali che rischiano di essere fortemente penalizzate dalle continue esondazioni del fiume;

i disagi recati dalle piene e la conseguente chiusura dei ponti sul fiume hanno inoltre creato diverse difficoltà anche dal punto di vista della viabilità,

si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare perché si faccia chiarezza sullo stato ambientale del fiume Secchia, in modo che vengano effettuati gli adeguati lavori di manutenzione e messa in sicurezza anche contro le eventuali piene medie e grandi (definite TR50 e TR200), evitando ulteriori danni alla popolazione, alle realtà economiche e produttive della zona e al patrimonio culturale e ambientale del territorio.
(3-01312)
CALANDRINI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

in data 9 agosto 2020, presso l'azienda Loas Italia Srl, che esercita l'attività di trattamento e recupero di rifiuti speciali non pericolosi nel comune di Aprilia (Latina), è divampato un incendio di vaste proporzioni;

il rogo ha sollevato un'intensa nube di fumo nera e un odore acre, che hanno invaso Aprilia e i comuni limitrofi anche nei giorni seguenti; per domare l'incendio sono stati necessari ben 8 giorni di lavoro da parte dei vigili del fuoco e dei volontari della protezione civile, tuttavia il sito è risultato completamente distrutto;

dati rilevati e pubblicati da ARPA Lazio rilevano che, a distanza di giorni, permangono nell'aria valori di diossine superiori ai limiti suggeriti dall'OMS compresi tra 0,1-0,3 picogrammi per metro cubo;

va sottolineato che il 10 agosto (cioè il giorno successivo allo scoppio del rogo, quando ancora l'incendio divampava), il valore della diossina rivelato da ARPA Lazio risultava pari a 303 picogrammi per metro cubo, quello di benzo(a)pirene toccava i 216 nanogrammi per metro cubo (media annua pari a uno), mentre il PCB toccava i 2.361 picogrammi per metro cubo (per avere un parametro di comparazione, durante l'incendio alla EcoX di Pomezia tale valore era di 394 picogrammi per metro cubo, mentre ha raggiunto i 1.019 nel caso dell'incendio dell'impianto di TMB dei rifiuti di via Salaria);

l'alta concentrazione di sostanze nocive nell'aria ha portato l'amministrazione comunale a recepire le indicazioni pervenute dalla ASL di Latina e ad emanare il 10 agosto 2020 un'ordinanza che dispone il divieto di raccolta, vendita e consumo di frutta e verdura, nonché di tutti i prodotti di origine animale provenienti da un'area ricadente nel raggio di 2 chilometri dalla sede dell'incendio; è stata disposta altresì la chiusura di tutti gli esercizi commerciali nelle vicinanze del deposito interessato dall'incendio e ai residenti è stato prescritto di allontanarsi dall'abitazione o di tenere chiuse porte e finestre;

a seguito dell'incendio è stata aperta un'inchiesta e l'azienda interessata, il giorno 13 agosto, è stata sottoposta a sequestro da parte dell'autorità giudiziaria;

la provincia di Latina, pur in presenza di conclusione con esito favorevole della conferenza dei servizi per il rinnovo dell'autorizzazione unica richiesta dalla ditta Loas Italia, in data 2 luglio 2019, in cui sono pervenuti i pareri non ostativi del Comune di Aprilia e di ARPA Lazio, ha disposto, in data 17 agosto 2020, il diniego all'autorizzazione unica che, di fatto, impone un divieto di proseguimento di ogni attività, anche a seguito della comunicazione del legale rappresentante della società Loas Italia che segnalava una "situazione di potenziale contaminazione del sito";

il Comune di Aprilia, in data 18 agosto, ha fatto formale richiesta alla Regione Lazio del riconoscimento dello stato di calamità e di emergenza, ai sensi dell'art. 15 della legge regionale n. 2 del 2014;
nel territorio di Aprilia vi sono almeno 4 aziende che presenterebbero elementi di criticità tali da classificarle "a rischio Seveso", si concentrano 7 siti inquinati dai rifiuti e già censiti dalla Regione, vi sarebbero rifiuti abbancati nei capannoni sotto sequestro della Asea Srl e della Ecoimballaggi Srl, oltre ad ulteriori rifiuti che sarebbero abbancati nei capannoni dell'ex Freddindustria di proprietà della Aprilia 2012 Srl, e risultano presenti 6 impianti di trattamento rifiuti e 4 di biogas o biometano;

a parere dell'interrogante, la vicenda impone una seria riflessione circa l'alta concentrazione di siti dediti alla lavorazione e all'abbancamento e stoccaggio dei rifiuti ad Aprilia e nei territori limitrofi,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

come intenda intervenire per garantire ristoro agli abitanti e alle attività produttive e commerciali esposte e danneggiate dall'incendio;

se intenda intervenire presso gli enti competenti al fine di sollecitare la verifica dei titoli autorizzativi dagli stessi rilasciati e in particolare presso la Regione, la Provincia e il Comune, in quanto responsabili del controllo della regolare gestione, autorizzazione e rinnovo degli impianti;

se intenda riconoscere alla popolazione esposta alle emissioni di tetracloro-dibenzo-diossina (TCDD), associata a idrocarburi policiclici aromatici, prodotte dall'incendio, eventuale ristoro e monitoraggio sanitario;

se intenda attivare le procedure di compensazione per i territori interessati dai danni con adeguati impianti boschivi, completi di sistema di irrigazione ed altro;

se intenda intervenire a salvaguardia di un territorio su cui insistono numerosi siti dediti alla lavorazione, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti, anche per prevenire i rischi di incidenti e di inquinamento ambientale.
(3-01875)