Pubblicato il 13 ottobre 2020, nella seduta n. 264
PEPE - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per i beni e le attività culturali e per il turismo. -
Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:
nel comune di Latronico (Potenza), in contrada Mulini di Agromonte è stata istituita, con delibera di Giunta comunale n. 14 del 12 luglio 2007, un'area PIP (piano degli insediamenti produttivi) di 9 lotti, in area parzialmente vincolata per la presenza del fiume Sinni, del torrente Mole e del depuratore comunale;
a maggio 2006 la ditta Ageco Srl, con sede a Tito Scalo (Potenza), ha presentato al Comune di Latronico la richiesta di costruzione di un impianto di selezione rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata di 34 comuni del bacino lagonegrese-senisese, esaminata il 20 giugno 2006 dalla Giunta comunale; solo 2 giorni dopo, il Comune ha dichiarato che il bando ad evidenza pubblica per l'assegnazione dei lotti del PIP Mulini era andato deserto, aprendo la possibilità di una trattativa privata;
il 5 agosto 2016, l'ufficio tecnico del Comune di Latronico ha dato parere favorevole all'impianto e nello stesso giorno la Giunta comunale ha assegnato due lotti a favore di Ageco;
risulta all'interrogante che non ci sarebbe stato coinvolgimento del Consiglio comunale di Latronico, né della pertinente Unione dei Comuni, disattendendo i principi di partecipazione e informazione del pubblico della convenzione di Aarhus e del piano regionale dei rifiuti in merito ai criteri di localizzazione;
l'impianto risulta fortemente sovradimensionato, avendo una capacità di 24.000 tonnellate di rifiuti per un bacino di popolazione in calo, che oggi conta circa 60.000 abitanti, mentre i fabbisogni della popolazione sono già assicurati dagli 11 impianti esistenti;
l'impianto sorgerebbe estremamente vicino alle abitazioni delle zone circostanti, quali i Mulini, il rione Battista e il borgo di Agromonte Mileo, a soli 1,5 chilometri dal parco del Pollino e a 4 chilometri dalle terme di Latronico, individuate come "parco ambientale della salute" nel piano turistico della Regione Basilicata; la strada di accesso all'area PIP Mulini, per le sue dimensioni e per l'assenza di un regolare svincolo in uscita, si presenta non idonea a sopportare il traffico di camion che ne deriverebbe;
l'impianto è destinato anche allo stoccaggio di materiali etichettati come tossici e infiammabili, e nel 2017 in un impianto simile nell'area industriale di Tito Scalo, di proprietà della stessa Ageco, si è verificato un incendio per cause ancora ignote;
negli ultimi anni vicende giudiziarie hanno riguardato alcuni esponenti della società Ageco;
ad ottobre 2018 la Soprintendenza belle arti e paesaggio della Basilicata ha espresso parere negativo, definendo l'impianto "non compatibile" con i valori ambientali del territorio, rimarcando il vincolo paesaggistico per la presenza del fiume Sinni e del torrente Mole con una fascia di rispetto di 150 metri per i due lotti del PIP assegnati all'azienda, mentre a marzo 2019 il Dipartimento ambiente ed energia della Regione ha espresso parere negativo sull'autorizzazione paesaggistica sul progetto;
con sentenza del 17 gennaio 2020 il TAR Basilicata dichiarava "l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse" del ricorso di Ageco, facendo cadere l'ultimo ostacolo alla costruzione dell'impianto e, a quanto risulta all'interrogante, il Comune avrebbe concesso il permesso alla costruzione;
la popolazione ha costituito un "comitato No rifiuti a Latronico" raccogliendo oltre 650 firme, presentando nel 2016 osservazioni di VIA alla Regione Basilicata, manifestando in piazza il proprio dissenso e, da ultimo a luglio 2020, presentando un esposto denuncia, attualmente in istruttoria, insieme alle associazioni ambientaliste Italia Nostra Potenza, VOLA-Volontari per l'ambiente e Briganti d'Italia,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno verificare la legittimità e la correttezza dell'iter procedurale seguito e valutare un approfondimento della vicenda alla luce delle preoccupazioni sollevate nella popolazione locale;
quali provvedimenti di loro competenza intendano porre in essere per scongiurare la costruzione di un impianto di selezione rifiuti, inutile e dannoso, in un'area dal forte valore paesaggistico, nei pressi di corsi d'acqua importanti anche per la vicina regione Puglia.