Mercoledì 1 Agosto 2012 - 782ª Seduta pubblica (Antimeridiana)

(La seduta ha inizio alle ore 08:34)

Con 247 voti favorevoli, 11 contrari e 4 astenuti, il Senato ha accordato la fiducia al Governo Monti con ciò approvando definitivamente il ddl n. 3402 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, il 20 e il 29 maggio 2012.

In sede di dichiarazioni di voto finali, si sono espressi a favore della fiducia i sen. Astore (Misto-ParDem), Palmizio (CN:GS-SI-PID-IB-FI), Germontani (Terzo Polo:API-FLI), Bodega (Misto-SGCMT), Gustavino (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), Barbolini (PD) e Giovanardi (PdL). Il decreto, che valorizza il ruolo delle autonomie locali e stanzia risorse per la ricostruzione e per il rilancio dello sviluppo economico dei territori colpiti, presenta alcune lacune cui si è tentato di ovviare con la presentazione di numerosi ordini del giorno accolti dal Governo. Anche se desta preoccupazione la distanza tra le risorse stanziate e la stima dei danni, è positivo che parte della copertura finanziaria sia garantita dalla riduzione dei contributi pubblici ai partiti e dalla revisione della spesa, anche se sarebbe stato preferibile sostituire l'aumento delle accise con l'inasprimento fiscale sul gioco. Il Gruppo PdL, pur votando la fiducia per senso di responsabilità, ha però evidenziato le mancanze e i limiti di un intervento di emergenza non all'altezza di quanto fatto nell'immediatezza del sisma in Abruzzo.

Contro la fiducia si è dichiarato il sen. Di Nardo (IdV), che ha lamentato come la decisione del Governo impedisca al decreto, che pure presenta diverse lacune, di ottenere l'unanimità del consenso come avvenuto alla Camera dei deputati. Critico anche il sen. Vallardi (LNP) che, a nome del Gruppo della Lega che in maggioranza non ha partecipato al voto, ha lamentato l'esiguità dei fondi stanziati da un Governo di cui ha auspicato la sollecita sostituzione con un Esecutivo democraticamente eletto. In dissenso dai rispettivi Gruppi, hanno dichiarato di non voler accordare la fiducia al Governo i sen. Saltamartini e Palma (PdL) che hanno sollevato rispettivamente il tema dei danni subiti lo scorso inverno dai territori colpiti da eccezionali nevicate e quello della regolarizzazione dell'edilizia abusiva in Campania.

L'Assemblea ha quindi deliberato a favore della dichiarazione d'urgenza in ordine ai disegni di legge costituzionale in tema di istituzione di un'Assemblea costituente. Le ragioni a sostegno della richiesta di snellimento e velocizzazione dell'iter di esame dei provvedimenti sono state illustrate dal sen. Rutelli (Terzo Polo:API-FLI). A favore si sono dichiarati i sen. Viespoli (CN:GS-SI-PID-IB-FI), Tedesco (Misto), Serra, Peterlini (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), Gasparri e Cutrufo (PdL), mentre contro la dichiarazione d'urgenza si sono espressi i sen. Pardi (IdV), Calderoli (LNP) e Zanda (PD).

Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Clini ha quindi reso un'ampia informativa sulla situazione venutasi a creare all'ILVA di Taranto. Premesso che si tratta del più importante polo siderurgico d'Europa, in grado di competere sul mercato internazionale e comunque di rilevanza economica nazionale, il Ministro ha chiaramente affermato che le iniziative del Governo sulla vicenda, peraltro già avviate in precedenza, non sono né una risposta né un'interferenza rispetto alle decisioni assunte dalla magistratura. L'intento è piuttosto quello di percorrere la strada della ricerca di soluzioni anziché quella del contenzioso che comporta tempi di procedure amministrative e incertezze incompatibili con l'urgenza del risanamento. In tal senso va preso atto che l'ILVA, che ha ricevuto l'autorizzazione integrata ambientale ma ne ha contestato alcune prescrizioni, ha visto accolto il suo ricorso dal Tar della Puglia. Il Governo ha quindi preferito, fermo restando che non vi potrà essere alcuna assegnazione di fondi pubblici all'azienda, tentare un accordo con l'ILVA, anche ai fini della bonifica del sito, che dovrebbe concludersi domani con la sigla di un protocollo d'intesa.

Le valutazioni dei Gruppi sulla vicenda e le preoccupazioni sociali circa la possibile chiusura degli impianti sono state sviluppate dai sen. Caforio (IdV), Menardi (CN: GS-SI-PID-IB-FI), Tedesco (Misto-MSA), Digilio (Terzo Polo:API-FLI), Musso (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), Rizzi (LNP), Latorre (PD) e Quagliariello (PdL).

(La seduta è terminata alle ore 12:55 )



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