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Archivio storico - Fondi

Capponi Carla

Carla Capponi (Roma 1918 - Zagarolo 2000), medaglia d'oro al valor militare per attività partigiana, è stata parlamentare, dirigente dell'Unione donne italiane e militante del Pci. Nata in una famiglia antifascista di origini marchigiane, il suo impegno politico inizia negli anni del liceo. Costretta ad abbandonare gli studi di giurisprudenza a seguito della morte del padre, un ingegnere minerario deceduto durante una spedizione in Albania nel 1940, lavora come segretaria presso l'ufficio informazioni del Pci clandestino, diretto da Luciano Lusana, primo comandante militare dei Gap centrali di Roma, poi assassinato a Via Tasso.

La sua casa al Foro di Traiano diviene punto di riferimento per riunioni di antifascisti e militanti comunisti come Giacchino Gesmundo, Adele Bei e Mario Leporatti. In uno di questi incontri conosce Rosario Bentivegna, che sposerà il 20 settembre 1944 e dal quale avrà la figlia Elena. La sua attività politica nella Resistenza inizia dopo l'8 settembre 1943 con la partecipazione agli scontri di Porta San Paolo; tra le sue azioni di guerra più note, l'attacco del 26 dicembre 1943 contro alcuni militari tedeschi impegnati nel cambio della guardia al carcere di Regina Coeli, l'assalto ad un'autocisterna tedesca vicina al Colosseo il 9 marzo 1944, e l'azione di Via Rasella messa a punto il 23 marzo 1944 contro una colonna di 162 uomini dell'XI compagnia del III Battaglione SS-Polizeiregiment Bozen.

Dopo la fuga da Roma a seguito del tradimento di un compagno, è nominata vicecomandante delle formazioni partigiane tra Valmontone, Zagarolo e Palestrina, dietro il fronte di Cassino, con il grado di capitano. Nel dopoguerra viene eletta per due volte nelle liste del Partito comunista italiano e nominata componente della V Commissione Difesa alla Camera dei Deputati nella VI legislatura (1 luglio 1953-11 giugno 1958) e membro della IV Commissione Giustizia della Camera dei Deputati nella VI legislatura (25 maggio 1972-4 luglio 1976). Negli anni '70 si dedica, con impegno e passione, al risanamento delle borgate, coordinando l'impegno delle donne nelle periferie romane come consigliere del Comune di Roma.

Il fondo conserva documentazione dai primi del '900 al 2009, e si compone prevalentemente di corrispondenza, appunti manoscritti, bozze di discorsi parlamentari con note a margine e riflessioni politiche, relativi all'attività politico-parlamentare dell'On Capponi; atti giudiziari relativi ai processi per l'azione di Via Rasella; opuscoli rari pubblicati dal Pci; testi a stampa dei Comitati di liberazione nazionale; atti di convegni, manifesti e raccolte stampa dell'Udi; manoscritti sulle politiche dei governi di centrosinistra circa l'intervento americano in Vietnam, l'ammissione della Cina all'ONU, i rapporti del Partito comunista italiano con l'URSS; scritti e discorsi ufficiali tenuti in occasione delle celebrazioni e degli anniversari della festa di liberazione e della resistenza a Roma, come dirigente dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (A.N.P.I.); raccolta personale di estratti di disegni di legge e relazioni in commissione relativi alla tutela della maternità e infanzia e all'aborto, riforma del codice penale, carcerazione minorile; scritti autografi relativi all'attività partigiana e al periodo clandestino nei GAP di Roma: pubblicazioni del Pci; diari e agende con cartoline; bobine audio; fotografie di famiglia. È presente un sottofondo "Biblioteca" con libri e opuscoli rari appartenuti alla famiglia Capponi.

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